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Il Comitato No Grandi Navi si rallegra che Fincantieri si sia aggiudicata la costruzione della Costa Diadema, anche se sottolinea polemicamente la corsa al “gigantismo” delle navi passeggeri nel mondo, ma allo stesso tempo incalza il sindaco Giorgio Orsoni invitandolo a rendere pubblico il suo studio sull’ipotesi di terminal croceristico a Porto Marghera per una discussione participata.
É questo il senso di una nota del Comitato No Grandi Navi, dopo le recenti novità giunte da Fincantieri, nella quale ribadisce la pericolosità dei fumi emessi dalle navi crociera.

«Amministrazioni più attente delle nostre stanno affrontando il problema – sottolinea il Comitato – puntando almeno alla riduzione di zolfo nei carburanti, come il Parlamento europeo che valuta in 50 mila all’anno le morti premature in Europa per le emissioni navali o l’amministrazione Obama che stima in 30 mila all’anno i cittadini statunitensi morti per la medesima ragione. Queste “navi bianche”, di volta in volta definite “templi del lusso” o “ecologicamente all’avanguardia”, bruciano praticamente morchia, con carburanti al 3,5 per cento di zolfo quando il diesel per autotrazione ha tenore di zolfo allo 0,001 per cento, cioé è 3.500 volte più pulito».

Una situazione allarmante e per questo il Comitato ha deciso di incalzare, una volta di più, il Comune.

«Il sindaco Giorgio Orsoni – conclude il Comitato – vuol portare le navi da crociera a Porto Marghera (solo quelle superiori ai 300 metri), e almeno la Costa non sembra ostile all’idea, ma il risultato sarebbe solo quello di nascondere il problema a San Marco, mantenendo all’interno della laguna tutte le criticità come la devastante erosione dei fondali e l’inquinamento, equamente diviso tra Venezia, Mestre, Marghera. Ribadiamo che l’unica vera alternativa per garantire salute, sicurezza e lavoro è il cambio del modello, la rinuncia alla rincorsa al gigantismo che fa solo gli interessi delle compagnie da crociera: in laguna devono entrare solo navi che per misure, stazza, dislocamento, carburanti siano compatibili con la sicurezza della città, il benessere dei cittadini, il recupero morfologico della laguna stessa».

 

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