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Obbligati a viaggiare perennemente in condizioni-limite sulla linea che Legambiente considera tra le peggiori d’Italia

PADOVA. Dopo il tratto Napoli-Nola- Baiano della Circumvesuviana, la Roma Ostiense-Capranica- Viterbo e la Pinerolo-Torre Pellice, in Piemonte, per Legambiente, in base a un report che sarà divulgato la settimana prossima, la Padova-Dolo-Venezia è la quarta linea ferroviaria più disastrata d’Italia.

È’ utilizzata, in media, da 30 mila utenti al giorno, che, in genere, partono anche da Rovigo, Este ( con cambio a Monselice o a Padova ), Vicenza e Verona.

«Sebbene sul tratto fra Padova e Mestre( 28 km ) ci siano 4 binari, dei quali due riservati alle Frecce Argento e Bianche e gli altri due ai regionali, con fermate a Ponte di Brenta, Vigonza/Pianiga, Dolo e Mira/Mirano, sui treni locali i pendolari, quasi sempre, devono viaggiare come sardine, in carrozze non sempre pulite e confortevoli».

osserva Andrea Ragona, presidente di Legambiente Padova.

«I tagli si sono fatti sentire anche negli ultimi 3 anni. Le risorse pubbliche sono diminuite del 3.35%, mentre le tariffe sono cresciute del 15%. Dalle 4 alle 9, ad esempio, dalla città del Santo alla laguna partono ben 15 treni, tra cui quelli delle 7.17, 7.31, 7.50 e 7.56. Sembrano tanti, ma non bastano: quella tra Padova, Venezia e Treviso è la terza area metropolitana d’Italia dopo Milano e Roma. Per far viaggiare gli utenti in modo adeguato è indispensabile avere più treni e carrozze su tutta la linea. Anche perché, specie in primavera e in estate, sulla linea dei pendolari, ridotta a un colabrodo, si spostano anche tantissimi turismi e numerose scolaresche.

Secondo Legambiente, poi, non è da rivisitare solo la Padova-Venezia, ma devono essere potenziate anche la Legnago-Monselice, la Rovigo-Padova e la Montebelluna-Castelfranco-Camposampiero-Padova. Anzi lo sapete che su quest’ultima i treni non viaggiano più con 5 ma con sole 3 carrozze e spesso, si devono fermare per strada perché troppo affollati?»

Anche il segretario regionale Filt-Cgil chiede interventi immediati sulla Padova Venezia e sulle altre linee del Veneto centrale.

«I binari ci sono, ma mancano i treni». sottolinea Ilario Simonaggio. «Già oggi circolano 220 treni al giorno per la stazione di Padova. È un numero che può crescere ancora dopo il quadruplicamento nel tratto tra Padova Centrale e Venezia/Mestre. Ormai sono 22 anni che ha preso il via il progetto della metropolitana di superficie. È praticamente pronto il quadrilatero Mestre/Padova/Castelfranco/ Mestre. A Padova è stata costruita, sul lato est, anche la nuova stazione-giardino con due nuovi binari, da dove dovrebbero partire, ogni quarto d’ora, i nuovi treni, in stile metrò, per Venezia. Perché la Regione non dà l’ultima spallata per far partire la metro? È l’unica soluzione per alleviare le pene dei pendolari anche sulla Padova-Venezia».

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