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Tre i fascicoli aperti: sulle emissioni, sui danni alle rive e su un esposto Codacons contro il decreto Clini-Passera

VENEZIA. Avere tutti i dati relativi all’andamento del traffico passeggeri negli ultimi quattro anni. È la richiesta che ha avanzato all’Autorità Portuale la Procura della Repubblica, nell’ambito dell’indagine – per ora solo in fase di valutazione – avviata dopo l’esposto presentato dal Comitato No Grandi Navi, sull’impatto dei fumi di scarico sulla salute e gli effetti sulle fondamenta del loro transito in piena città.

La Procura sta valutando se vi siano gli estremi per una nuova consulenza tecnica, dopo quella effettuata 4 anni fa – nell’ambito di un’inchiesta del pm Gava – e che aveva concluso per l’assenza di rischi per la salute pubblica: una consulenza di questo tipo costa, e prima di dare un nuovo incarico, la Procura vuole verificare se le condizioni siano cambiate negli ultimi anni. Intanto, nei giorni scorsi c’è stato un vertice dei magistrati competenti per i reati ambientali, presieduto dal procuratore aggiunto Carlo Mastelloni. In realtà, un dato meramente numerico potrebbe non essere indicativo: il numero complessivo degli ormeggi è calato, passando dai 1414 del 2008 ai 1398 del 2011. Al netto aumento degli scali croceristici (cresciuti da 535 a 654) è corrisposto un calo di traghetti (da 417 a 341 l’anno scorso) e aliscafi (da 462 a 403): ma le navi si sono fatte – al contempo – sempre più grandi. Al momento, la Procura così sta valutando se sussistano i presupposti per indagare, seguendo due possibili ipotesi di reato: getto pericoloso di cose (articolo 674 del codice penale) e rifiuto di atti di ufficio (articolo 328). Tre i fascicoli aperti al momento: per emissione di fumi, possibili danni da moto ondoso e uno su un esposto del Codacons sulla presunta illegittimità del decreto Clini-Passera di primavera, che ha derogato per la sola laguna di Venezia il limite al transito alle navi superiori alle 44 mila tonnellate, ritenute dal governo incompatibili con i siti di tutela ambientale. Quattro anni fa, il Porto presentò i risultati tranquillizzanti di un’indagine condotta da Ca’ Foscari su impatto acustico, vibrazioni, moto ondoso ed emissioni di fumo. La testimonianza della Capitaneria – che confermò la legittimità dei transiti – e la consulenza tecnica, fecero archiviare l’inchiesta. Ora la Procura sta valutando se vi siano o meno gli estremi per poter andare oltre e sta acquisendo anche i risultati dell’ultima indagine Arpav effettuata per conto del Comune e che ha concluso che a San Basilio c’è un inquinamento atmosferico pari a quello di una zona ad alto traffico, come la Tangenziale: indagine che secondo l’Asl 12 – in una nota all’assessorato all’Ambiente – non sarebbe però indicativa, perché limitata nel tempo (5 settimane, contro un anno) e nei punti di prelievo.

Roberta De Rossi

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