Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

Orsoni conferma: il rilancio industriale è una priorità stiamo premendo sulla Regione per sbloccare le aree

MARGHERA. Il 2013 potrebbe essere per davvero l’anno della svolta per Porto Marghera, dove si chiudono fabbriche a raffica e non ne se aprono di nuove nelle aree industriali dismesse e ancora da bonificare o mettere in sicurezza. «Il risanamento ambientale e il rilancio del polo industriale di Porto Marghera sono sempre stati una priorità per la nostra amministrazione e ora è giunto il momento di agire» assicura il sindaco, Giorgio Orsoni, rispondendo alle richieste della Cgil veneziana e degli altri sindacati «sono quindi determinato a convocare al più presto, di accordo con la Regione e la Provincia un tavolo di lavoro con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali». Proprio in vista di questo «tavolo» il sindaco ricorda che sono stati «utilizzati tutti gli strumenti in nostro possesso, abbiamo fatto anche l’impossibile per assicurare un futuro industriale per Porto Marghera. Con il Pat abbiamo detto e scritto forte e chiaro che le aree industriali di Porto Marghera manterranno il loro vincolo industriale». Ma Orsoni ben sa – come ripetono da tempo i sindacati dei lavoratori – che non basta scrivere le regole urbanistiche per garantire lo sviluppo produttivo delle aree abbandonate dalle industrie chimiche e siderurgiche che hanno chiuso i battenti negli ultimi vent’anni. «Per questo, dopo la firma degli accordi per l’area di crisi e quello per le bonifiche e la messa in sicurezza dei terreni a destinazione industriale» spiega il sindaco

«ho incontrato, nei giorni scorsi, sia il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ai quali ho chiesto di attivare i giusti incentivi previsti per le aree industriali di crisi complessa che consentirebbero di far ripartire un sito, quello di Porto Marghera, fra i più importanti d’Europa». «Per quanto ci riguarda» continua «come amministrazione comunale stiamo lavorando sull’imposizione fiscale con sconti sull’Imu da applicare ai nuovi immobili da costruire nelle aree industriali di Marghera».

Sul ruolo della Regione Veneto, che ha ampie competenze in materia, Orsoni ribadisce ciò che ha detto nell’ultima seduta del consiglio: «Non delegheremo a nessuno la politica economica del territorio veneziano».

«Stiamo premendo sulla giunta regionale» conclude il sindaco «per concludere quanto prima l’operazione di costituzione della società mista che dovrà gestire il riutilizzo delle aree industriali libere» e tra queste quelle più numerose dell’Eni, per metterle a disposizione di chi crede nel futuro produttivo di Porto Marghera e vuole investire in piani industriali innovativi e compatibili con l’ambiente».

Gianni Favarato

link articolo

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui