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Paese: sono state consegnate ieri a Muraro da una delegazione dei comitati Il presidente della Provincia, temendo un ricorso, chiede un referendum

PAESE. Quando hanno saputo che la Provincia avrebbe potuto bloccare il progetto per l’arrivo dell’amianto a Paese, hanno quasi tirato un sospiro di sollievo. Ma ieri hanno dovuto ricredersi. Una delegazione dei comitati ieri mattina ha consegnato al presidente della Provincia Leonardo Muraro le 7.363 firme che chiedono di fermare il progetto della discarica Terra di Porcellengo. Ma le risposte che hanno ricevuto non sono state particolarmente gradite. Muraro ha lasciato aperta la porta alla discarica, chiedendo un referendum ai cittadini, e parlando del rischio di ricorsi da parte del Gruppo Mosole in caso di bocciatura del progetto. «È stato come se queste firme non contassero nulla», ha attaccato Andrea Zanoni, che faceva parte della delegazione insieme a Mario Zanardo di Paeseambiente, l’ex sindaco di Paese Valerio Mardegan, Gianluca Maschera, consigliere provinciale di IdV, tre consiglieri comunali di Paese, Cristina Fucile (IdV), Roberto Foffani (Pd) Roberto Gagliazzo (Pd) e una ventina di cittadini. «Di pessimo gusto poi la battuta che se i consiglieri provinciali votassero contro il progetto della discarica potrebbero subire una causa dalla ditta della discarica come se commettessero un crimine», ha proseguito l’eurodeputato. Muraro al momento non ha voluto rivelare la propria posizione, ma già giovedì aveva affermato che la decisione sarebbe stata di carattere tecnico e non politico. Parole che però sembrano lasciare spazio solo ad un’interpretazione: la Provincia non ha alcuna intenzione di alzare le barricate contro il progetto del gruppo Mosole.

«Da un punto di vista tecnico ci sono già 80.000 motivi tecnici per dire no alla discarica, ovvero le 80.000 tonnellate di amianto conferite illegalmente nella discarica nel 2006 proprio grazie ad una autorizzazione della Provincia poi dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato. «Sono scandalizzato», conclude Zanoni, «perché sono le parole che potremmo sentirci dire dal titolare della discarica Terra e non da un amministratore».

Anche Mario Zanardo è uscito sfiduciato dall’incontro con Muraro,

«pensavamo che il consiglio avrebbe potuto darci una mano. Abbiamo avuto l’impressione invece che il presidente abbia voluto mettere le mani avanti».

Il progetto prevede il conferimento nella discarica Terra di via Baldrocco tra Porcellengo e Castagnole di 460 mila metri cubi di amianto, trasportati da circa 45 mila camion che circoleranno per dieci anni sulle strade del territorio comunale di Paese. Un affare da tre milioni e 300 mila euro per il gruppo Mosole che in caso di assenso inizierebbe a conferire l’amianto nel 2018.

Federico Cipolla

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