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“Un precedente gravissimo se si autorizza l’intervento”

«Vincoli cancellati per salvare il bilancio»

Italia Nostra non demorde. E in nome della nuova “battaglia per Venezia”, dopo l’epico scontro sulla la terza zona industriale, chiama in causa il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi perché blocchi il progetto del Palais Lumière in nome delle norme di tutela paesaggistica.
Al centro della polemica è ancora il vincolo che tutela i territori costieri e lagunari. In un appello inviato al ministero, alla Direzione per i beni ambientali e architettonici e ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, i presidenti nazionale e veneziano di Italia Nostra, Marco Parini e Lidia Fersuoch, ricordano che alcuni giorni fa il vicesindaco Sandro Simionato aveva spiegato che erano in corso contatti fra il sindaco e gli uffici ministeriali per l’eliminazione del vincolo di tipo idraulico.
Questi, ricorda l’associazione, si estendono entro 300 metri dalla costa per gli interventi di nuova edificazione, ma prevedono anche che Regione e ministero possano prescrivere distanze e misure per gli impianti civili che abbia la vista sulle aree lagunari.

«Alla luce di quanto sopra esposto – si legge nella lettera di Italia Nostra – si evidenzia come il Comune di Venezia cerchi di piegare le norme di tutela, che pure valgono per tutto il territorio nazionale, alle proprie esigenze di bilancio essendo proprietario di gran parte dei terreni coinvolti nell’operazione edilizia».

Nell’appello Parini e Fersuoch scrivono che

«il grandissimo impatto paesaggistico devastante del Palais Lumière» non riguarderebbe solo l’ambito lagunare ma tutto il Veneto, come illustrato da un “rendering” allegato alla lettera – peraltro contestato dai progettisti di Pierre Cardin. «L’autorizzazione di un simile intervento creerebbe un precedente gravissimo – conclude l’appello – non potendosi negare ad altri ciò che verrebbe concesso oggi, potrebbe sorgere progressivamente sul margine lagunare una sorta di corona di grattacieli con vista su Venezia, astratta dal territorio e priva di ogni senso ambientale e paesaggistico».

Alberto Francesconi

 

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