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Forti aumenti su Passante e Venezia-Trieste, più contenuti sulla Brescia-Padova.

Insieme ai consumi di carburante, calano del sette per cento i veicoli in transito.

VENEZIA – L’aumento più incisivo e quello del Passante che ha presentato una richiesta per avere uno scatto delle tariffe medio, sui suoi 55 chilometri, del 17% nel 2013. Segue, si può ben dire a ruota, Autovie Venete impegnata a realizzare gli investimenti della terza corsia. Anche quest’anno, come il precedente dovrebbe presentare agli utenti dell’autostrada il conto di un aumento del 13%. Arriva fine anno e con esso il consueto decreto tariffario e tornano in ballo per automobilisti e camion aumenti un po’ dappertutto. È un salasso annuale dovuto alla realizzazione degli investimenti e all’adeguamento delle tariffe all’inflazione, forse uno dei pochi aumenti rimasti automatici nel nostro sistema. Ma lo scatto sarà anche quest’anno generalizzato: sulla rete di Atlantia il rincaro complessivo dovrebbe essere intorno al 3,5%, per la Brescia-Padova si discute di qualcosa intorno al 5%. Il condizionale, quando si parla di aumenti, è comunque d’obbligo dato che le proposte sono ora all’esame dei ministeri competenti che devono verificare se richieste e calcoli corrispondono agli investimenti effettivamente realizzati e aggiungere l’aumento dell’inflazione prevista nelle convenzioni. L’aumento di Autostrade per l’Italia, che a Nordest ha la Padova-Bologna oltre che la Venezia-Belluno, è dovuto praticamente per il 90% all’ inflazione con un adeguamento automatico pari al 70% dello scatto dei prezzi. Sia Brescia-Padova che Atlantia dovrebbero però presentare entro fine anno l’aggiornamento dei piani finanziari prevista nelle convenzioni ogni cinque anni. L’aumento delle tariffe concesso a inizio 2012 alla rete autostradale ha compensato gli effetti di un anno difficile. La crisi economica, l’aumento del prezzo della benzina (in autostrada si registra un calo dei consumi del 25%), la concorrenza del treno, hanno portato così a due anni di fila di riduzione del numero di automobilisti e camionisti, qualcosa che non si vedeva dai primi anni della crisi energetica. Sulla direttrice est ovest, tra Autovie Venete, Brescia-Padova e Cav, si registra un calo tra il 5 e il 6% complessivo, con punte più rilevanti per le automobili e meno per il traffico pesante. Più forte il calo del traffico sui 3mila chilometri della rete Atlantia dove si registra un meno 7- 8%. Ma gli operatori autostradali contano di avere anche quest’anno riconosciuto dal governo uno scatto che farebbe salire comunque i loro introiti. I meccanismi sono previsti dalle concessioni ma c’è un margine di discrezionalità nel valutare le richieste: il braccio di ferro ingaggiato dal ministero dell’Economia su concessioni e tariffe aeroportuali sulla valutazione degli investimenti fa presagire un passaggio tutt’altro che scontato. La questione è relativamente più automatica per Autostrade i cui aumenti sono per lo più costituiti dal riconoscimento dell’inflazione, più complicata per Autovie che invece ha in corso gli ingenti investimenti per la terza corsia e la Brescia-Padova che aveva previsto uno scatto del 7% legato, però, agli investimenti per la Valdastico Sud che sono andati a rilento. A4 Holding, del resto, non aspetta solo la fine dell’anno per sapere cosa le sarà riconosciuto in termini di incremento tariffario. Nel prossimo semestre la società che gestisce il tratto di A4 da Brescia a Padova si gioca il suo destino: tra la sorte della Valdastico Nord, cui Trento continua a negare il suo assenso, la voglia di Intesa Sanpaolo di uscire dall’azionariato cedendo le sue quote e le aspirazioni dei gruppi che vogliono conquistarne la maggioranza sarà, per il più importante asse autostradale est-ovest, un anno di fuoco. E anche il passaggio degli aumenti tariffari sarà uno degli elementi che incidono sul valore della società.

Alessandra Carini

 

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