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Luca Zaia invoca una «corsia preferenziale».

I costruttori: «Abbiamo provato a entrare ma c’è un muro»

VENEZIA. «L’ho detto e lo confermo. Nei cantieri del Veneto voglio sentire parlare veneto. Con 162 mila disoccupati e un giovane su quattro che non lavora, possiamo ancora permetterci di non creare delle corsie preferenziali per le imprese e i lavoratori del Veneto? Io credo di no».

Luca Zaia premette che non conosce il merito della vicenda e non vuole fare le pulci a nessuno. «Mi guardo bene dall’entrare nel merito – spiega il presidente della giunta regionale – perché non ne conosco né la storia né le procedure. Ma questa vicenda mi permette di formulare una riflessione generale ora più che mai attuale: il Veneto ha seicentomila partite Iva, una storia di laboriosità e onestà, conosce la tragedia dei suicidi degli imprenditori. Il Veneto non può avere il cuore in pace se non trova gli strumenti per far lavorare le imprese e i lavoratori veneti nelle grandi infrastrutture». Zaia conosce le regole e sa che anche l’Autostrada Brescia-Padova deve rispettare le norme: «A volte assistiamo impotenti a un groviglio di norme raccapriccianti, che dovrebbero farci insorgere in nome della difesa dei lavoratori. Gli ammortizzatori sociali possono essere un palliativo, non la soluzione al problema. Ma io devo ragionare come l’amministratore delegato del Veneto: prima lavorino i veneti».

L’inchiesta del nostro giornale sull’intreccio dei subappalti nella Valdastico ha suscitato reazioni a catena. Plaudono i costruttori: «L’ho sempre sostenuto e lo confermo: con pochissime eccezioni, le imprese locali sulla Valdastico non hanno avuto la possibilità nemmeno di presentare un’offerta – spiega Leonardo Martini, presidente degli industriali dell’area Berica e imprenditore edile vicentino –. Il fatto grave è che la Valdastico sia ampiamente controllata dagli enti pubblici locali. La Dal Lago prima e Schneck poi hanno sempre glissato sul punto. Per le nostre imprese sono sempre state tagliate fuori, non c’è stata alcuna possibilità di lavorare. E i pochi artigiani che hanno avuto questa possibilità sono stati sgozzati sui prezzi. Il malcontento è palpabile ed esteso».

Conferma la situazione anche Luigi Schiavo, presidente regionale dell’Ance costruttori: «Sulla Valdastico c’è stata poca attenzione per le imprese locali. Purtroppo il criterio della territorialità è impossibile da inserire nei bandi di gara, ma occorre trovare delle formule legalmente transitabili. La cosa che infastidisce di più è che Serenissima è una società controllata dalla Autostrada, che praticamente realizza un lavoro in house, facendo il mestiere di altri».

Sui cantieri della Valdastico – sessanta chilometri di autostrada tra Piovene Rocchette e Canda – sono tornati ad accendersi i riflettori della Procura distrettuale antimafia, che ha ricevuto nei giorni scorsi un dettagliato esposto sul meccanismo dei subappalti. Un intreccio che denuncia situazioni di caporalato e di collusioni tra alcuni dirigenti della società Serenissima, che sta realizzando i lavori. Un’indagine interna, ordinata immediatamente dal presidente di A4 Holding Attilio Schneck, non ha prodotto risultati. Ma la Procura vuole vederci chiaro e ha chiesto alla Dia di tenere gli occhi aperti, continuando a monitorare i cantieri. L’esposto fa riferimento a due aspetti: l’infiltrazione di imprese e personaggi in odore di criminalità organizzata e la gestione dei subappalti soprattutto con imprese da fuori regione.

L’aspetto che tocca di più le corde delle imprese venete è quello del mancato coinvolgimento delle maestranze del territorio. Lo denunciano le amministrazioni locali e le associazioni territoriali di categoria.

Daniele Ferrazza

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«La Lega smetta di fare propaganda»

PADOVA – Alessandro Naccarato è il parlamentare che, più di altri, si occupa di infiltrazioni della criminalità organizzata sul territorio veneto. «Il fenomeno esplode con la crisi – spiega il deputato del Pd –: l’esigenza di riciclare denaro sporco lontano dai tradizionali territori dove più alti sono i controlli sta facendo del Veneto una regione ad alto rischio. In più esiste una debolezza culturale della nostra regione, legata a pochi controlli e alla presenza di una rete di colletti bianchi usati dalle imprese per evadere il fisco ed ora per superare la crisi con scorciatoie pericolose». Naccarato ammette tuttavia che la soglia di attenzione sta crescendo: negli ultimi tre anni le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette sono quadruplicate, soprattutto dal canale bancario». Ma Naccarato accusa la Lega, in particolare, di fare «propaganda allo stato puro» in tema di lavoro alle imprese venete. «È del tutto paradossale che si lamenti il fatto che lavorino imprese da fuori regione quando il committente è una società pubblico-privata dove sono largamente rappresentati gli enti pubblici controllati dalla Lega Nord. Il presidente della società è Attilio Schneck, leghista. Se c’è un esempio di fallimento dello slogan “Prima i veneti” è questo. Il tema vero è che bisogna controllare gli anelli deboli della catena, cioè il meccanismo dei sub appalti dove è più facile l’infiltrazione di soggetti legati alle organizzazioni della criminalità organizzata. Sulla Valdastico, in particolare, le inchieste della Direzione distrettuale antimafia riguardano il cemento impoverito, poi l’uso di rifiuti speciali ed ora il meccanismo dei subappalti». (d.f.)

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Mafia e appalti sospetti, autostrada Valdastico nel ciclone

Una denuncia sul tavolo della Procura Distrettuale Antimafia: A4 holding avvia un’indagine interna

20 dicembre – PADOVA. Ancora la Valdastico, la striscia d’asfalto che taglia, da nord a sud, il Veneto. L’autostrada dai cantieri maledetti: non solo perché ha sepolto da tempo i suoi ispiratori, i democristiani Flaminio Piccoli, Mariano Rumor e Antonio Bisaglia. Ma anche perché dopo un lunghissimo stop i lavori sono ripresi (la conclusione è prevista per giugno 2014) con un accompagnamento di polemiche, denunce, inchieste da paura. E ora c’è chi sostiene che, una volta completata, quest’autostrada – che la Società Autostrade Brescia Padova sta realizzando – non servirà assolutamente a nessuno.

Alla Direzione distrettuale antimafia di Venezia, la magistratura che indaga sulla criminalità organizzata, è arrivato nei giorni scorsi una dettagliata denuncia che alza nuovamente il tiro sulle presunte infiltrazioni nei cantieri della Valdastico. E rivela un intreccio di interessi tra dirigenti dell’Autostrada e imprese appaltatrici. Troppo dettagliato per non essere preso in considerazione.

Il presidente dell’Autostrada, Attilio Schneck, comincia con una risata: «Addirittura?». Ma poi si fa scuro in volto: aggrotta le ciglia, rilegge alcuni passaggi, cambia umore. Conosce queste imprese? «Mai sentite». Il nome di questi dirigenti? «Questo naturalmente lo conosco. Quest’altro? Mai sentito. Il terzo? Ne ho sentito parlare». Poi alza il telefono e chiama il direttore generale di Autostrada Brescia-Padova, Bruno Chiari: «Voglio segnalare immediatamente all’organismo di vigilanza questo esposto. E che si faccia un’indagine interna. Se c’è qualcosa che non va sarò il primo a scrivere alla Procura della Repubblica». Schneck è presidente dell’autostrada dal 2008. «Quando sono arrivato alla guida della Serenissima, siccome non sono uno sprovveduto, ho chiesto come vengono assegnati i lavori, quale imprese lavorino, quali siano le procedure. Ho detto ai dirigenti: voglio dormire tranquillo. Mi hanno assicurato che le procedure sono certificate, che tutto è cablato, che i dirigenti sono competenti ed alcuni di questi hanno quarant’anni di esperienza nella costruzione di strade e autostrade».

L’indagine interna è partita discretamente nei giorni scorsi da una segnalazione diretta del presidente e del direttore generale, che hanno scritto all’Organismo di vigilanza di A4 Holding e di Serenissima Costruzioni. «Vogliamo accertare se i fatti denunciati in questo esposto corrispondono al vero – spiega il dg Bruno Chiari _ . Sono abbastanza convinto che non vi sia nulla di vero, conosco la professionalità dei dirigenti. Ma abbiamo il dovere di andare fino in fondo ed essere assolutamente trasparenti. Abbiamo pertanto inoltrato l’esposto all’organismo di vigilanza interna perché faccia tutte le verifiche del caso».

«Con queste cose non bisogna scherzare – aggiunge il presidente – : ma qui , ammesso e non concesso vi sia qualcosa di vero, siamo in un ambito di ladri di galline. Di gente che fa la cresta, non che aiuta la mafia».

Ancora la Valdastico, dunque, e i suoi cantieri. Già «attenzionati» dalla Direzione investigativa antimafia di Padova, che per quattro volte ha eseguito dei controlli nei cantieri scoprendo alcune violazioni amministrative nella gestione dei subappalti e del personale. Nel novembre 2008, la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta aveva sequestrato i lotti 9 e 14 della Valdastico perchè realizzati da un’impresa del gruppo Italcementi legata al clan siciliano Lo Piccolo che usava cemento depotenziato. Nel 2011 l’altro scandalo degli scarti di lavorazione delle Acciaierie Beltrame, sepolti abusivamente nel sottofondo stradale dell’infrastruttura.

Adesso i lavori volgono al termine. Il primo lotto, sette chilometri da Vicenza a Montegaldella/Longare, è stato aperto due mesi fa. Tra sei mesi sarà aperto il tratto fino a Barbarano, di otto chilometri. Poi, entro dicembre 2013, sarà pronto il tratto sud tra Badia e Canda, nel Rodigino.

Entro la metà del 2014 dovrebbe essere finalmente completata l’intera opera, lunga sessanta chilometri e del costo di un miliardo e cento milioni.

Il nuovo esposto, che non reca una firma ma è estremamente documentato, fa riferimento a una serie circostanziata di accuse. Troppo precise per arrivare dall’esterno. E quindi del tutto degne di essere prese in considerazione. Ma l’indagine interna ordinata dal presidente Attilio Schneck si è conclusa nei giorni scorsi con un nulla di fatto: «Non abbiamo trovato alcun riscontro delle accuse – spiega il direttore generale Bruno Chiari –. Per noi la vicenda è sostanzialmente chiusa». Non così alla Procura distrettuale, dove il fascicolo è ancora aperto.

Daniele Ferrazza

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