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DOPO IL NO DELLA CONSULTA

Agguerriti più che mai. Continua l’impegno per la raccolta firme di «Libera la domenica», la campagna finalizzata al sostegno di una legge di iniziativa popolare che riporti alle Regioni il potere decisionale sulle aperture domenicali degli esercizi commerciali. Nonostante la recente sentenza della Corte Costituzionale abbia respinto il ricorso della Regione Veneto, che rivendicava la propria competenza in materia di orario di lavoro, ora i sostenitori del “no” all’apertura dei negozi durante i giorni festivi, sembrano essere ancora più motivati a portare avanti la loro battaglia. «La nostra iniziativa non si fermerà di certo per questo – afferma Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Veneto – ma anzi ci impegnerà ancora di più». Se la Consulta ha voluto «giustificare» la liberalizzazione degli orari di apertura, introdotta poco meno di un anno fa con il decreto «Salva Italia», come un diritto legittimo dello Stato a promuovere la libera concorrenza, i promotori della raccolta firme non mollano:

«Come tutte le sentenze, anche questa va rispettata e ne prendiamo atto – prosegue Franceschi – ma non possiamo sottolineare che sia un duro colpo alle piccole imprese, che in questo modo non riescono a contrastare la concorrenza della Grande Distribuzione, e a quel modello di societá cui si rifá il Veneto, fondato su un sistema di valori e tradizioni non certo su uno sfrenato consumismo».

La campagna di Confesercenti, con il sostegno di CEI, organizzazioni sindacali e numerose associazioni, ha già raccolto in poco meno di un mese, in tutta la regione, quasi 10.000 firme. 2500 solo nel veneziano.

«Siamo ancora lontani dal traguardo delle 50.000 necessarie (in tutta Italia) per presentare la proposta di legge, ma molto soddisfatti per i numeri già raggiunti, la raccolta continuerà fino ad aprile». Per accompagnare l’iniziativa, proprio ieri è stato presentato e promosso dal movimento «Domeniche no grazie» il nuovo inno della campagna. Una canzone popolare e accattivante, in cui il giovane autore, Beppe Calvi, in arte Zucca Veleno, ha voluto offrire in chiave ironica e un pò sarcastica «una visione diversa delle nuove domeniche, ormai dedite al consumismo sfrenato».

Claudia Gioia

 

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