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ugo bergamo

«Non è una posizione ideologica, non abbiamo detto si o no alla sublagunare. Abbiamo detto però che in questo momento non ci sono le condizioni per valutare quel progetto, che servono approfondimenti e nuovi studi. Se i privati lo vogliono si facciano avanti». Ugo Bergamo, sindaco nel 1990 e oggi assessore Udc alla Mobilità della giunta Orsoni, spiega così il suo voto favorevole al Pat. Che tra l’altro blocca il progetto di sublagunare già inviato qualche anno fa al Cipe per il finanziamento. «Si punta sulla ferrovia e sul completamento dell’anello urbano di collegamento tra Tessera, Dese e poi Venezia con il tram», ha detto l’assessore all’Urbanistica Ezio Micelli. Bergamo è sulla stessa linea. «Occorre approfondire». Fatto sta che per la prima volta in un Piano regolatore (il Pat) del Comune si scrive chiaramente che la sublagunare non è tra i progetti strategici dell’amministrazione. Uno scontro durato anni. Cominciato proprio negli anni Novanta quando la giunta Bergamo aveva proposto l’anello di collegamento subacqueo con i tunnel e i treni da Tessera aal Lido e poi a San Marco, Giudecca, piazzale Roma. Progetto bocciato dalla comunità internazionale. Poi nel 2001 era stata la giunta di Paolo Costa, attuale presidente del Porto, a tornare alla carica. Tracciato ridotto – da Tessera all’Arsenale passando per le Fondamente Nuove – 380 milioni di costo raddoppiati in pochi anni. Qui la bocciatura è stata tecnica, poi ribadita dal parere chiesto da Camera di commercio e Comune nel 2011. A parte l’impatto ambientale e socio economico, la sublagunare non sarebbe nemmeno redditizia. E porterebbe altri milioni di turisti nella città storica da Est. Progetto in archivio, per lasciare spazio ad alternative più economiche e compatibili? La via tracciata dal Consiglio comunale è quella. (a.v.)

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