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Firmato il decreto ministeriale. I rincari dei pedaggi dal 1° gennaio sono leggermente inferiori alle richieste dell’Anas, pari a un +3,9%. Congelate le tariffe per alcune tratte gestite dal gruppo Gavio, in attesa di verifiche sugli effettivi investimenti

ROMA – Il walzer dei rincari dei pedaggi anche per il 2013 accompagnerà gli automobilisti in procinto di mettersi in viaggio. Infatti, a un primo aumento (ufficioso) che dava per certo un rincaro medio del 3,9%, è seguita oggi la firma ufficiale dei decreti ministeriali che fissano al di là di ogni dubbio, l’ammontare dei ritocchi. Che dal primo gennaio saranno un po’ più bassi della proposta messa a punto dall’Anas e rivista dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il taglio è di un punto percentuale e la media sarà del +2,91%.
Inoltre sono state congelate, per il momento in attesa di approfondimenti, gli incrementi tariffari relativi alle 4 concessioni Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Satap A4 (Milano-Torino), Satap A21 (Torino-Piacenza) e Sat (Tirrenica), tutte controllate dal gruppo Gavio (tranne la prima, di cui è socio di minoranza). Sono stati, invece, autorizzati incrementi inferiori a quelli richiesti per altre 3 (Autostrade per l’Italia, Ativa e Milano-Serravalle). «Tale decisione – spiegano al ministero – è stata assunta in via cautelativa, nell’attesa del perfezionamento delle procedure relative ai rispettivi piani economico-finanziari, attualmente in corso di definizione». In sostanza si cerca di verificare la reale corrispondenza tra le opere realizzate e gli aumenti richiesti e poi concessi.

Quindi a partire dal 1° gennaio gli incrementi sulla rete autostradale in concessione subiranno una variazione media del 2,91%, calcolata sulla base della media ponderata tra la tariffa di base ed il consuntivo di traffico dell’anno precedente. Sono rincari che vengono concessi «in applicazione delle normative vigenti e sono funzionali ad assicurare l’effettiva realizzazione degli investimenti posti a carico di ciascuna società concessionaria e a garantire il mantenimento della rete autostradale in condizioni di efficienza e di sicurezza per gli utenti», spiega ancora il ministero.
Per ogni concessione è stata svolta un’attività di controllo e di verifica da parte della struttura di vigilanza sulle concessionarie autostradali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, «finalizzata all’accertamento del rispetto, da parte dei concessionari autostradali, dell’esecuzione degli investimenti infrastrutturali e degli interventi di manutenzione previsti dalle convenzioni vigenti».

I rincari più forti verranno applicati da Rav – Raccordo Autostradale Valle D’Aosta spa (+14,4%), Passante di Mestre (+13,55%), alcune tratte della A4 (+13,19%), Autovie Venete (+12,63%), Autostrade Valdostane (+11,55%), Strada dei Parchi (+7,56%) e Asti-Cuneo (+7,2%). Per il colosso Autostrade per l’Italia l’aumento medio è del 3,47%.

cliccare qui per leggere i dettagli (per CAV S.p.A. – Passante Mestre – Adeguamento tariffario per il 2013: 13,55%)

 

 

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