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Gazzettino – Sulla Torre di Cardin i dubbi del Comune

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

3

gen

2013

PALAIS LUMIERE – Chiuso il bilancio senza la cessione delle aree. Ca’ Farsetti ora aspetta le mosse dello stilista: «Ma senza fretta»

SIMIONATO/1     «Tutta l’operazione esce ridimensionata»

SIMIONATO/2    «Alla prova dei fatti non è parsa così solida»

Più volte, negli ultimissimi giorni dell’anno, il sindaco Giorgio Orsoni aveva tentato di mettersi in contatto con Pierre Cardin. Ma il sarto di origini trevigiane, che dichiara di voler dare un nuovo “rinascimento” a Marghera, con la sua torre avveniristica, non si era fatto proprio trovare. Alla fine, il nipote Rodrigo Basilicati, colui che sta gestendo tutta l’operazione Palais Lumière, aveva mandato una mail. «Sosteneva che era troppo tardi per fare un preliminare – racconta il vicesindaco, Sandro Simionato – che in fondo si trattava solo di una bozza di accordo. Peccato che quella bozza diventi variante urbanistica!». Insomma, quando basta a far saltare la mosca al naso a sindaco & c: possibile – si sono chiesti i vertici a Ca’ Farsetti – che un soggetto che propone un investimento da un miliardo e mezzo non trovi i 20 milioni da anticipare come valore delle aree? Tant’è che a quella mail, Orsoni non ha nemmeno risposto, bollando invece pubblicamente Cardin come “poco affidabile”. Retroscena che emergono ora, che il bilancio del Comune è stato chiuso anche senza il contributo per la famosa torre.
E così mentre lo staff di Cardin non commenta le ultime esternazioni del sindaco, è lo stesso Simionato a mettere i puntini sulle “i”. «Tutta l’operazione ne esce ridimensionata – commenta – Ci era stata presentata in un certo modo, per quella avevamo lavorato, ma alla prima prova dei fatti si è dimostrata non così solida. Il Comune, da parte sua, ha fatto tutto quello che poteva fare per favorire l’investimento. Anzi, si è preso anche le critiche per la sua celerità». Il fatto di essere riusciti a chiudere il bilancio comunque, indipendentemente da Cardin, per Simionato è un ulteriore vantaggio. «Ora non abbiamo più fretta – continua il vicesindaco -. Non c’è mai stata nessuna volontà di svendere e adesso abbiamo tutto il tempo per un ragionamento serio». Intanto restano fermi i passaggi dell’iter amministrativo: entro il 7 gennaio, sarà pubblicata la bozza di accordo da Comune e Provincia. «Non c’è motivo per bloccare la procedura amministrativa» spiega Simionato. Poi dovranno passare i 30 giorni per le osservazioni, quindi ci saranno le controdeduzioni. A quel punto l’accordo definitivo dovrà essere ratificato in Consiglio comunale. Se passerà, per chiedere il permesso a costruire ci vogliono i titoli di proprietà di tutte le aree, che Cardin, come noto, ancora non ha. «A questo punto – conclude il vicesindaco – spetta al proponente dimostrare la bontà del suo progetto».

 

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