Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui

Personalità del mondo della cultura e dell’arte contro l’opera

Miracco: «Progetto da ripensare, Cardin può costruire edifici più bassi»

I firmatari dell’appello che dice no alla Torre di Pierre Cardin sono arrivati a 600. E quello che poche settimane fa era un gruppo di una decina di intellettuali si è allargato a centinaia di personalità tutte legate al campo della cultura e dell’arte. Dopo la lettera inviata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, c’è chi tra quel gruppo rilancia ancora sul tema, soprattutto dopo quello che per molti è considerato un mezzo passo indietro da parte dell’amministrazione comunale di Venezia. E chiede che il confronto venga riaperto, che il progetto sia modificato e che le istituzioni non facciano finta di niente.
Franco Miracco, che in questo ambito si definisce unicamente come portavoce del gruppo di firmatari veneziani contrari al progetto del Palais Lumière, non è rimasto indifferente alle parole del sindaco Orsoni e del suo vice Simionato negli ultimi giorni riportate dalla stampa.

«Ma cosa sta succedendo? L’amministrazione ci ripensa perché non tornano più i conti, perché quei soldi di cui tanto avevano bisogno uscissero dalle casse dello stilista italo-francese non hanno risolto i problemi legati al patto di stabilità?»

si chiede l’ex portavoce del presidente del veneto e poi ministro Giancarlo Galan.

«Se c’è una cosa giusta che ha detto Cardin è quando ha riferito che nessuna istituzione pubblica, il Comune soprattutto, aveva mai detto al suo staff che sulla vicenda si sarebbe dovuto esprimere il Ministero competente e la Soprintendenza. Eppure – aggiunge Miracco – non era la prima volta che succedeva questo. Già con i progetti legati alla ristrutturazione del ponte dell’Accademia era successa una cosa simile. A questo punto non capisco se l’indifferenza, la distanza abissale da qualunque cosa sia stata detta da intellettuali o forse «esperti» del settore, gente famosa del mondo che si occupa di architettura da sempre in modo straordinario, sia voluta o casuale».

Miracco ribadisce il fatto della non contrarietà a rilanciare Marghera, ma è netto il suo no alla Torre così com’è.

«Ora, secondo noi, è tempo di riprendere la vicenda nel merito dei contenuti, cioè dei progetti e chiedere a Cardin che si occupi del rilancio del waterfront lagunare ma costruendo edifici diversi, più bassi. Mi aspetto che la Giunta, e non solo i dubbi sollevati da tre consiglieri comunali, lo facciano staccandosi dalle mere esigenze di bilancio ripensando l’intera vicenda e dando ascolto anche al parere di chi, come noi, conosciamo profondamente Venezia, i suoi problemi, la sua arte e anche dove sta Porto Marghera».

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui