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BOATO CRITICA L’accordo tra COMUNE e PORTO

VENEZIA. Per ottenere il via libera dall’autorità Portuale al passaggio del tram a San Basilio, il Comune è pronto a “buttare a mare” il piano urbanistica di San Basilio e Santa Marta, con i suoi vincoli. La denuncia è dell’urbanista dell’Iuav Stefano Boato, già assessore comunale all’Urbanistica, e la delibera che porta la firma degli assessori all’Urbanistica Ezio Micelli e di quello alla Mobilità Ugo Bergamo sarà esaminata già domani dal Comitato Portuale, prima di passare in Consiglio comunale.

«Il Piano oggi vigente», ricorda Boato, «prevede la dismissione delle aree portuali di Santa Basilio e Santa Marta, la “demolizione senza ricostruzione della Stazione Passeggeri”, la “rimozione dei collegamenti ferroviari e carrabili”, conservando tuttavia “la possibilità di attracco delle navi”. Il quartiere si apre verso il Canale della Giudecca, le aree e i volumi vecchi e nuovi vengono destinati a piazza, verde pubblico, darsena, servizi e attrezzature urbane (standards), abitazioni e uffici». Ma con l’accordo in vista con il Porto le cose cambiano. «Ora però», osserva infatti Boato, «una delibera degli assessori alla Mobilità e all’Urbanistica, per ottenere dall’Autorità Portuale il passaggio del tram sino a San Basilio, propone al Consiglio Comunale di cancellare in un sol colpo tutte le norme citate. Una totale inversione di strategia. Le aree e i volumi per i servizi e le funzioni per la città vengono cancellati. La vecchia Stazione Passeggeri non viene demolita ma risistemata con un “project financing” (attività turistico-commerciali) e i nuovi volumi previsti dal piano saranno usati per realizzare un “nuovo Terminal Passeggeri” a Santa Marta con a fianco un parcheggio. Il Porto richiede anche il cambio d’uso di tre edifici dismessi a San Basilio (che erano previsti per l’ampliamento del polo universitario)». La delibera, ricorda Boato, inoltre prevede che il Comune paghi un canone concessorio di ben 150 mila euro all’anno per la concessione del passaggio sull’area, altera le norme dell’area “ex Magazzini Frigoriferi” e separa l’ambito di pianificazione dell’area ex-Italgas dalla Scomenzera rendendo impossibile di fatto la progettazione unitaria dei nuovi percorsi pubblici e del nuovo canale previsto da Santa Maria Maggiore alla Scomenzera.

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