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Nuova Venezia – Venezia, “Le navi restano in Marittima”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

8

gen

2013

Il Piano triennale del Porto presentato al Comitato, bocciate le ipotesi alternative del Comune

«Non c’è alcuna alternativa alla Marittima per il porto passeggeri. Lo spostamento a Marghera è escluso, perché andrebbe in conflitto con il traffico delle merci». Rotta di collisione tra l’Autorità portuale e il Comune. Il sindaco Orsoni ha più volte rilanciato anche con un progetto inviato al governo Monti, la sua idea di spostare le grandi navi a Marghera. Anche il Pat ne prevede l’allontanamento da San Marco. Ma adesso il Porto torna alla carica. E rilancia il progetto della «Grande Marittima», con lo scavo del nuovo canale Contorta Sant’Angelo per creare il «senso unico» in laguna». Tutto scritto nel nuovo Pot, il Piano Operativo Triennale 2013-2015 illustrato dal presidente Paolo Costa al Comitato portuale. Un documento di 130 pagine consegnato ai componenti del Comitato: enti locali, industriali, sindacalisti, aziende. Due i punti centrali: la nuova piattaforma off shore per petroliere e portacontainer, e le grandi navi. Un traffico, quello dei croceristi, in continuo aumento, passato dal 2002 ad oggi da 500 mila a un milione e 800 mila passeggeri. Un leggero calo, scrive il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa nella sua relazione introduttiva, «è stato dovuto a «informazioni non corrette (!) sulla croceristica veneziana». Dunquem, continua, «occorrerà mettere in atto campagne di informazione». Se le navi da crociera dopo il naufragio della Costa Concordia sono diventate un problema, la colpa è dunque dei giornalisti.

Le alternative. «Nonostante le navi non producano inquinamento, né danni di alcuna natura, né rischi», sui legge nella «bozza non divulgabile» del Piano, «il Porto sta studiando le alternative. Ma le ipotesi suggerite per il nuovo terminal (Marghera, Santa Maria del Mare, il terminal off shore) vengono scartate. «L’unica possibile è quella del nuovo Canale Contorta».

Gli scavi. Occorre scavare una parte del canale San Leonardo a 12 metri, il resto a 11. Scavi sono previsti anche davanti alle nuove banchine a Marghera.

Il Mose. «I lavori di posa dei cassoni avranno una notevole influenza sull’accessibilità portuale», si legge nel Pot, «dunque occorre aumentare al massimo la produttività della conca di navigazione di Malamocco». Il Porto la voleva ingrandire, ma il Magistrato alle Acque ha detto «no». La richiesta adesso è quella di prevedere «aree di sosta» per le grandi navi in attesa lungo il canale Malamocco- Marghera. Tutte le operazioni di gestione del Mose, prescrive il Piano, dovranno essere fatte in accordo con l’Autorità portuale.

Edifici. Il Piano prevede la «valorizzazione», cioè la vendita e la trasformazione d’uso, per l’ex caserma della Capitaneria (sede della Compagnia lavoratori poruali) e dell’edificio dell’ex mercato all’Ingrosso. Ma anche la valorizzazione degli immobili di Santa Marta e San Basilio che saranno presti collegati con il tram.

Darsene. È previsto il raddoppio della darsena di Lio Grando in laguna nord.

Alberto Vitucci

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