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Previsti un park multipiano e un nuovo terminal. Vertice Costa-Orsoni per un accordo sulla marittima. A Mestre il riavvio del servizio slitta al 21 gennaio.

Di mezzo c’è un accordo di programma. E solo grazie a questo Venezia potrà “vedere e usare” il tram, con arrivo previsto a San Basilio, nel cuore dell’area della stazione Marittima. E poi parcheggi e zone portuali che verranno riaquisite dalla città. Per l’operazione sono già disponibili 39 milioni di euro con il tram che correrà lungo la Scomenzera. Ma non mancano perplessità in giunta e in consiglio comunale. Ieri vertice tra il sindaco Orsoni e il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa: prove tecniche di mediazione.

INVESTIMENTI – A disposizione 39 milioni per ridisegnare l’intera area

Un nuovo terminal e un garage multipiano. Il tram cambia il Porto.

IL PERCORSO – Rotaia lungo la Scomenzera, capolinea all’ex Marittima

MARITTIMA – Il tram correrà lungo la Scomenzera: tre fermate e capolinea a San Basilio. Previsto un nuovo ponte all’altezza della zona degli ex silos

L’accordo di programma tra Comune e Porto attraverso il quale si porterà il capolinea del tram a San Basilio ha destato parecchie perplessità, tanto che su questo punto il Consiglio comunale del 2012 si è interrotto per l’uscita “strategica” di alcuni consiglieri che il 22 dicembre avevano fatto cadere il numero legale. Anche in Giunta ci sarebbero perplessità per la formula adottata, che praticamente lascerebbe al porto la libertà di potenziare la marittima che proprio il Comune, con un articolo preciso sul Piano di assetto del territorio, intende invece chiudere all’accesso delle grandi navi. Ecco cosa prevede l’accordo di programma.
IL PROGETTO – L’assessorato alla Mobilità prevede ad inizio 2014 di arrivare simultaneamente a piazzale Roma e a San Basilio con il tram da Mestre e Marghera. Se per piazzale Roma l’iter autorizzativo e progettuale è in mano all’amministrazione comunale, per San Basilio è necessaria la partecipazione dell’Autorità portuale, poiché il tracciato si sviluppa per lo più in un’area demaniale. La bozza di accordo prevede che il Comune investa 15 milioni per finanziare il collegamento tramviario, che realizzi un nuovo approdo di fronte al nuovo terminal del tram e che realizzi un ponte pedonale sul canale della Scomenzera al servizio del porto passeggeri. Il porto, dal canto suo, investirà 24 milioni proprio nel potenziamento della portualità costruendo un nuovo terminal da 28mila metri cubi al posto del piazzale d’imbarco dei traghetti, che saranno trasferiti presto a Fusina. L’ex stazione marittima si San Basilio sarà riadattata, forse attraverso un intervento in finanza di progetto, a stazione del tram. Il porto restaurerà tre ex magazzini per un costo complessivo di 7,5 milioni e realizzerà per due milioni un parcheggio multipiano da 700 posti sul molo di Levante. Poi c’è un investimento da 10 milioni che il porto si impegna a fare nell’area ex lavaggio treni a Santa Marta.
IL PERCORSO – Il tram scenderà lungo la rampa che porta a Santa Marta e correrà lungo la riva, girando dietro l’ex chiesa di Santa Marta e proseguendo dietro la banchina portuale fino alla stazione terminale. Ci saranno tre fermate: una in prossimità del ponte pedonale di collegamento con piazzale Roma-people mover, una a Santa Marta e una al capolinea. La stazione sarà ristrutturata e adattata anche con servizi commerciali e di fronte avrà un imbarcadero attrezzato che sostituirà quello attuale, al di là del ponte di legno.
I PROPOSITI – Con l’accordo di programma da sottoporre al Consiglio comunale, il Comune intende perseguire tra le altre cose la deviazione di un consistente flusso di passeggeri dal canal Grande al canale della Giudecca, ritenendo che quest’ultimo sia molto meno soggetto a danni derivanti dal passaggio di mezzi pubblici che non il già intasato canal Grande, che soffre molto la restìa provocata dai vaporetti soprattutto quando l’acqua è bassa. Procedendo, in virtù di una deroga ai limiti di 7 km orari, a velocità più sostenute rispetto ai mezzi privati, i vaporetti muovono molta acqua e si ritiene che l’onda di risucchio, sommata ai vortici delle eliche non sia indifferente alle fondamenta degli edifici e delle rive.
LE PROSPETTIVE – Presto l’accordo di programma tornerà in commissione. Ci sono diversi consiglieri sia di centrodestra che di centrosinistra che sono perplessi e sono pronti a dare battaglia perché sono convinti che i vatnaggi pendano soprattutto dalla parte dell’Autorità portuale.

 

LA CRITICA L’ex assessore all’Urbanistica attacca: «Tradito il Prg»

Boato: «La citta’ tenuta all’oscuro»

CRITICO – L’urbanista ed ex assessore Stefano Boato, componente della Commissione di salvaguardia, attacca il piano

(m.f.) «Se passerà questo accordo di programma per il tram si butterà all’aria il lavoro, la lotta e la pianificazione durata trent’anni per restituire alla città la zona di San Basilio. Il Tram è il cavallo di troia per stravolgere decenni di pianificazione e di accordi presi con la popolazione».
L’ex assessore all’Urbanistica Stefano Boato non utilizza mezzi termini per definire la delibera che è stata bloccata (anche per un suo intervento) a fine dicembre in Consiglio comunale. Per lui questa delibera va assolutamente fermata prima che sia approvata, coinvolgendo la popolazione veneziana «che di questo non sa nulla».
«In tutto il mondo – spiega – le vecchie aree portuali vengono dismesse, riutilizzate e integrate alle città. Anche a Venezia il Comune aveva elaborato nel 1989-90 e poi approvato dieci anni dopo questa prospettiva nel Piano regolatore. Il Piano oggi vigente prevede la dismissione delle aree portuali di San Basilio e Santa Marta, la demolizione “senza ricostruzione della stazione passeggeri” la rimozione dei collegamenti ferroviari e carrabili conservando la possibilità di conservare l’attracco delle navi. Nel tempo alcuni impegni sono stati realizzati, come il riutilizzo dei magazzini da parte delle università e l’abbattimento del muro di cinta. Oggi si rischia però di tornare indietro di 30 anni con un tratto di penna».
Boato, che è anche membro della Commissione di salvaguardia, elenca uno ad uno i punti a rischio contenuti nella bozza di accordo.
«La vecchia stazione non sarà demolita – prosegue – ma risistemata e i nuovi volumi previsti dal piano saranno utilizzati non dalla città, ma per realizzare un nuovo terminal passeggeri con a fianco un parcheggio. Inoltre il porto richiede il cambio d’uso di tre edifici dismessi a San Basilio che erano previsti per l’ampliamento del polo universitario. Senza alcuna connessione con il tram, la delibera permette al porto di alterare le norme dell’area “ex magazzini frigoriferi” aumentando le altezze massime e di separare l’ambito di pianificazione dell’area ex Italgas dalla Scomenzera rendendo di fatto impossibile la pianificazione unitaria dei nuovi percorsi pubblici».
Ultima cosa, Boato ricorda che i binari attualmente presenti, garantirebbero un collegamento facile con l’aeroporto e la città attraverso la smfr (la metropolitana leggera di superficie, che la Regione ha previsto fin dal 1992 e che ancora non è stata completamente attuata), ma questa ipotesi non è stata mai presa in considerazione.

 

CA’ FARSETTI

Il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, ha annunciato la convocazione di una Conferenza di servizi sulla base dei risultati raggiunti da gruppo di lavoro di Comune e Porto

Comune e Autorita’ portuale prove tecniche di mediazione

Vertice ieri mattina in MunIcipio per discutere sul futuro dell’area della Marittima, ma anche sulle indicazioni del Pat sulle grandi navi

L’incontro sembra sia andato in scioltezza. Certo i “pareri diversi” ci sono, ma Comune e Autorità portuale pare abbiamo deciso di «andare a manina» per risolvere le questioni aperte sul Pat e la vertenza Grandi navi; sull’uso degli spazi demaniali e non della zona portuale da rendere fruibili per il transito del tram in zona San Basilio garantendo allo stesso tempo aree per il futuro nuovo garage della Marittima (compreso il progetto di un ponte sul canale Scomenzera, all’altezza della zona degli ex silos, non distante dall’attuale Banchina Isonzo) ma anche per garantire le “rendite di posizione” di numerose istituzioni che in quell’area hanno parcheggi e spazi riservati. Insomma, per tutta l’area c’è aria di “ribaltone” almeno a medio termine.
Ed è stato un po’ su tutto questo che ieri mattina a Ca’ Farsetti vi è stato un vero e proprio vertice. Attorno ad un tavolo si sono seduti il sindaco Giorgio Orsoni, il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, l’assessore alla Mobilità, Ugo Bergamo e lo staff dei Lavori pubblici (l’assessore Maggioni era a Roma per impegni istituzionali ndr). «Ci siamo misurati sulle questioni più impellenti – sottolinea Orsoni – Abbiamo trovato basi comuni di partenza per il futuro garage della Marittima; sull’aderenza alle indicazioni del Pat legate alla questione delle navi da crociera. Tutti passaggi che dovranno essere concordati in consiglio comunale».
Più loquace il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa: «Sul Pat – spiega – verrà convocata una conferenza di servizio sulla base dei risultati raggiunti da un gruppo di lavoro congiunto Porto-Comune. Ma i maggiori risultati li abbiamo raggiunti nella trattativa legata al tram a San Basilio, alla Stazione Marittima. In questo caso si è convenuto di stabilire le aree che dovranno essere fruibili per il progetto e, allo stesso tempo, quali zone potranno essere ad appannaggio del Porto quando vi sarà la ridefinizione delle pertinenze. Ci dovrà essere quasi una sorta di compensazione territoriale. Per quel che riguarda il Pat, non vi è dubbio che bisognerà dare spazio alla mediazione tra due posizioni che, al momento ovviamente, non collimano.»

 

 

 

 

 

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