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Gazzettino – Vicenza boccia la base Usa

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

9

gen

2013

Dal sindaco Variati no a “Pluto”, il centro di addestramento militare previsto a Longare

«Il nostro territorio non può sopportare un’altra struttura di forze straniere»

Il piano: 300 soldati in un edificio di 4000 metri quadri Spesa, 20 milioni

«Parere negativo». Colpo di scena sul caso della base Pluto di Longare, comune nella riviera Berica. Il sindaco di Vicenza Achille Variati (Pd) ha detto «no» alla discussa realizzazione del centro di addestramento militare statunitense. Il progetto targato Usa – prevista tra l’altro una caserma di quattromila metri quadrati e alcuni parcheggi per una spesa di 20 milioni di euro a carico degli americani – viene valutato negativamente dall’amministrazione del capoluogo. «Il territorio vicentino non può sopportare un’altra struttura militare – attacca Variati – L’aspettativa dei vicentini è che gli insediamenti esistenti siano razionalizzati e che il loro numero diminuisca».
Le polemiche così s’infittiscono ulteriormente. Dopo la vicenda «Dal Molin» – fra qualche mese nell’ex aeroporto vicentino verrà inaugurato il contestato complesso a stelle e strisce – a Vicenza scoppia così una nuova polemica sulle servitù militari. Servitù da tempo criticate dai pacifisti del presidio «No Dal Molin», i quali hanno annunciato per il 16 gennaio una fiaccolata contro il piano statunitense. Piano che ora viene bocciato anche dal primo cittadino della città del Palladio, preoccupato per l’impatto ambientale che la «Pluto» avrà non solo su Longare, comune che sorge nel Basso Vicentino, ma anche nei comuni limitrofi come appunto il capoluogo. «Fino a poco tempo fa la base Pluto era ritenuta in fase di dismissione – commenta il sindaco – Le basi esistenti e quella in costruzione al Dal Molin sono in grado di ospitare il nuovo centro di addestramento».
Da Variati arriva dunque un altolà su tutti i fronti, destinato a pesare non poco nello studio di Valutazione di incidenza ambientale (Vinca) chiesto dalla Regione Veneto. Per il sindaco di Vicenza, inoltre, il nuovo centro per l’addestramento a Longare «aumenterà la frammentazione delle strutture militari e avrà un impatto negativo sull’equilibrio dei Colli Berici». «Oltre alle motivazioni tecniche, ci sono le ricadute sulla società – aggiunge – Nella nostra comunità si sta diffondendo sempre di più la cultura della pace e della nonviolenza».
Ma che cos’è in programma a Longare? Innanzitutto una caserma da adibire a centro di addestramento. E poi parcheggi per veicoli militari e auto, un’area per il carico e lo scarico degli equipaggiamenti e, come recinzione, un muro alto fino a quasi sei metri. Ma i «No Dal Molin» sono scettici. «Altro che centro di addestramento. Alla “Pluto” i militari statunitensi stanno costruendo nuovi bunker», tuonano.
Il dibattito sulla base americana, insomma, è sempre più incandescente. Secondo il progetto Usa, elaborato dallo studio Michele Lo Verde e firmato dal comandante William W. Delozier, il complesso avrà una capacità massima di addestramento quotidiano di trecento militari. Prevista inoltre la simulazione di «ambienti addestrativi dal vero, virtuali e costruttivi».
«Non c’è motivo per cui venga realizzata una nuova struttura militare a pochi chilometri dal capoluogo – conclude Variati – Oltre che inutile, riteniamo la struttura dannosa dal punto di vista viario perché causerà lo spostamento costante di mezzi militari».

 

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