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Nuova Venezia – Venezia, “Tram, l’intesa non va votata”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

14

gen

2013

Comitato No Grandi Navi: «Programma complessivo, non la politica del carciofo»

«Chiediamo al Consiglio comunale di non votare l’accordo di programma per San Basilio: perché il primo atto conseguente all’articolo 35 del Piano di assetto territoriale e l’incompatibilità delle grandi navi con la laguna dev’essere affrontare tutto il Piano triennale del porto e non seguire la politica del “carciofo”. Non valutare e approvare il singolo intervento sulla singola area, oggi San Basilio, domani la Marittima, poi San Nicolò, ma avere una visione d’insieme».

È questa – nelle parole del portavoce Silvio Testa – la decisione assunta ieri dal Comitato No Grandi Navi, nel corso dell’assemblea-festa, per celebrare il primo anno di attività del vivace gruppo che chiede l’allontanamento delle navi dalla laguna.

«Invieremo una lettera in tal senso ai consiglieri», prosegue Testa, «anche perché il contenuto dell’intesa può apparire apparentemente buono, ma quel che non va bene è cancellare il piano regolatore vigente per tutta l’area. Un precedente molto pericoloso: un piano regolatore che ha coinvolto nella discussione tutta la città per anni, viene cancellato con stretta di mano tra Costa e Orsoni. Presenzieremo al Consiglio comunale anche per chiedere al sindaco Orsoni un incontro, per capire cosa va a dire il Comune mercoledì al Comitato portuale chiamato a votare il Pot, il piano triennale del porto. Vogliamo sapere prima che osservazioni fa l’amministrazione e ritrovarci a cose fatte. Non siamo tranquilli: i passi assunti finora non sono coerenti con il Pat».

L’assemblea di ieri ha poi affrontato, con l’avvocato Giuseppe Romano, il delicato tema delle 47 denunce per la manifestazione di protesta contro le grandi navi di quest’estate: il pm Gava ha chiuso le indagini, premessa per la richiesta di rinvio a giudizio per 47 persone.

«A parte che a nessuno di noi sono stati notificati i reati contestati», conclude Testa, «quel giorno c’erano centinaia di persone e decine e decine di barche a manifestare, civilmente: una protesta della città. Invece, sono stati denunciati 42 giovani del centro sociale Morion e cinque di noi, volti noti del Comitato, quasi a voler ridurre a una faccenda di “caporioni” e “teste calde” una protesta civile della città».

(r.d.r.)

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