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AMBIENTE – Dubbi sulla sostenibilità del progetto di riconversione dell’Eni

La riconversione “verde” della raffineria Eni di Marghera non convince il Movimento 5 Stelle. Le antenne dei “grillini” si sono indirizzate sul progetto del colosso energetico che trasformerà il sito di Marghera dove si produrrà combustibile eco-diesel sfruttando oli vegetali. Il risultato sta in un’interrogazione, affidata al consigliere (ora dimissionario) Marco Gavagnin, con la quale si chiedono chiarimento in merito alla sostenibilità ambientale e di conformità con le direttive europee sulla riduzione delle emissioni nocive.
Nel testo, elaborato con la collaborazione di un gruppo di studio dedicato alle tematiche energetiche, si sottolinea che il risparmio dell’utilizzo di olio di palma e alghe per la materia prima pone problemi di sfruttamento di estese aree agricole, e che il trasporto di queste dall’Asia all’Europa comporterebbe la produzione di gas serra in grandi quantità. Ma il Movimento contesta soprattutto la previsione di produrre a Marghera 500mila tonnellate annue di bio-diesel, una quota modesta rispetto a un fabbisogno stimato di 58 milioni di combustibile. In questo modo, è la tesi dei “grillini”, non si «riuscirà neanche a garantire la riduzione di gas inquinanti». Senza contare che un altro progetto comunitario chiamato “natura 2000″ richiede di creare nuove aree faunistiche a scapito di attività economiche. Inoltre, si legge nell’interrogazione, mancano piani di intervento per la sostenibilità energetica locale, oltre a un piano energetico nazionale. Di qui la richiesta al sindaco di considerare il progetto «nel contesto di un più generale piano strategico industriale e di riqualificazione territoriale», che sia sostenibile nei limiti indicati dalle direttive europee. (a.fra.)

 

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