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Gazzettino – Passante, “Occupiamo Veneto Strade”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

16

gen

2013

LA PROTESTA – Nel mirino la concessionaria della viabilità, politici e amministratori

Isolati dal Passante, gli abitanti di Campocroce sono pronti a scendere in piazza

«Siano pronti ad occupare la sede di Veneto Strade per chiedere che venga data finalmente attuazione alle opere viarie complementari al Passante di Mestre, programmate da anni a tutti i livelli istituzionali e ancora tutte da realizzare: tempo scaduto, basta con le promesse da marinaio»

lo dice senza giri di parole il presidente del quartiere di Campocroce, Pietro Lorenzon, a nome della comunità di circa 1800 anime della frazione di Mogliano. Il paese è stato tagliato in due dal tracciato del Passante.

«Stiamo pagando un pesante tributo – aggiunge Lorenzon – in fatto di sicurezza stradale e di inquinamento ambientale. Basti dire che sono stati costruiti due sovrappassi dell’autostrada ad una distanza di circa 700 metri l’uno dall’altro, mentre il progetto iniziale per by-passare Campocroce prevedeva la realizzazione di un sottopasso. Proprio per questo forte impatto ambientale il commissario del Passante Silvano Vernizzi, l’assessore regionale alla mobilità Renato Chisso e il presidente della Provincia Leonardo Muraro avevano preso l’impegno ufficiale di riconoscere 3.5 milioni di euro quale indennizzo a titolo di compensazione ambientale, oltre alla realizzazione della pista ciclopedonale parallela alla provinciale 65 per un impegno di spesa di altri 3 milioni circa. La competenza di quest’ultima opera spetta alla Provincia di Treviso. Dove sono finiti questi ingenti fondi, se adesso chi di competenza ci fa sapere che i progetti sono fermi per mancanza di finanziamenti?».

L’ultima promessa che le opere verranno realizzate è stata fatta la scorsa estate in occasione dell’inaugurazione della passerella ciclopedonale del Passante che collega Campocroce a Sambughè di Preganziol. I cittadini hanno il dente avvelenato anche per i ritardi dell’apertura della nuova variante di Campocroce (costo 2.5 milioni di euro) ultimata da alcuni mesi, ma ancora da aprire al traffico.

«Sulla variante -aggiunge Lorenzon – mancano le barriere fonoassorbenti per contenere rumori e smog del traffico. La nuova arteria passa a ridosso della storica chiesa parrocchiale e dell’ex filanda Motta, preziosa testimonianza di archeologia industriale. Ora vogliamo risposte concrete ai nostri problemi».

 

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