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PADOVA – La notizia buona è che l’agricoltura veneta, in termini generali, nel 2012 ha tenuto. Non solo. Ieri, in occasione della presentazione dell’outlook di Veneto Agricoltura, l’assessore regionale Franco Manzato ha lanciato un altro allarme: «Ogni giorno il Veneto perde, in media, 10 ettari a causa della cementificazione. Occorre mettere dei paletti per salvaguardare il nostro territorio».
«I dati diffusi oggi sull’andamento dell’agricoltura in Veneto confermano l’importanza strategica di questa Regione ed il suo fondamentale apporto al valore globale del settore primario in Italia». Lo afferma, in una dichiarazione, il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commentando i dati sull’andamento dell’agricoltura in Veneto nel 2012, presentati oggi da Veneto Agricoltura. «La tenuta del fatturato complessivo che vale oltre 5 miliardi – aggiunge – è un aspetto positivo, così come l’incremento dell’export, mentre gli altri numeri suggeriscono delle riflessioni. È importante accrescere la redditività delle imprese agricole e bisogna salvaguardare l’estensione della superficie agricola regionale, arrestando il processo di cementificazione. Il fatturato complessivo si è attestato intorno a 5,27 miliardi di euro, +0,5 rispetto all’anno scorso. La siccità dell’estate passata ha però bastonato la produzione di mais (-35%, con punte di -40% nella Bassa Padovana), soia (-43%), riso (-10%) e uva (-7%).
Per quanto riguarda le singole colture, in aumento la produzione di frumento tenero ( +26%), frumento duro (+11%) e orzo (+6%). Ottimi risultati anche per la barbabietola da zucchero, +23%. Male invece tabacco, -37%, girasole, -13%, e colza -16%. In crescita la produzione di patate e ortaggi, +1,2%. Capitolo pesca: in calo i quantitativi raccolti nel primo semestre (-3%), mentre il prezzo medio di vendita del pescato è sceso di circa il 9%.

 

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