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Nuova Venezia – Grandi navi a Venezia, stop di Orsoni

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

18

gen

2013

Il sindaco gela Costa dopo l’ok al piano portuale: Deciderà il Comitatone

VENEZIA. L’approvazione del Piano triennale non appiana il contrasto tra Comune e Autorità portuale. Ci pensa il sindaco Giorgio Orsoni a gelare l’entusiasmo di Paolo Costa, il presidente del Porto che aveva descritto con toni trionfalistici il via libera al Pot. «La mancata approvazione da parte degli enti locali», attacca Orsoni, «è un segnale che dovrebbe far riflettere. Enti come Porto e aeroporto non possono decidere sul territorio senza fare i conti con i rappresentanti eletti degli enti locali». Le diversità sono tante. A cominciare dall’uso delle aree di San Basilio e i parcheggi, ma soprattutto le grandi navi. Il Porto sostiene di aver confrontato i vari progetti e anche con una consulenza dell’Università di aver concluso che l’unica alternativa praticabile a San Marco è lo scavo del nuovo canale Contorta Sant’Angelo.

«Non mi pare che si siano confrontati progetti», dice Orsoni, «ho letto soltanto dichiarazioni apodittiche di Costa sul fatto che a Marghera le navi passeggeri bloccherebbero il traffico commerciale. Voglio che si facciano studi seri su questo punto. E che il Magistrato alle Acque risponda: fa più danni alla laguna sistemare un canale esistente o scavarne uno di nuovo»? «La prima richiesta che il Comune farà al nuovo governo», anticipa Orsoni, «sarà quella di convocare subito un Comitatone. E di decidere in quella sede, sulla base di dati e dell’interesse della città».

Dunque, anche se il Piano ha ricevuto il via libera la polemica continua. Giovanni Anci, rappresentante della Provincia, si è astenuto al momento del voto. «Ha presentato una proposta alternativa e definito

«un azzardo avventurarsi in una grande opera che sarà pronta fra molti anni, che costerà 2 miliardi e mezzo senza contare i lavori a Marghera e le chiatte che dovranno trasportare le merci scaricate in alto mare. Meglio adattare la conca di navigazione di Malamocco, come già previsto da un accordo del 2009, e attrezzare a San Leonardo un porto commerciale al posto del terminal petrolifero, capace di ricevere le grandi navi porta container».

Sull’approvazione del Pot interviene anche il Comitato grandi navi.

«Si continua in una logica assurda di gigantismo, che stravolge gli equilibri della laguna», si legge in una nota diffusa ieri, «e il Comune contrasta tutto questo soltanto a parole». «Eppure», continua la nota, firmata dai comitati No Grandi Navi e Laguna bene comune, «i danni prodotti dalle navi anche dal punto di vista dell’inquinamento ambientale, sono tanti». Il Comitato se la prende infine con la Capitaneria di porto. «L’ammiraglio dice che spostare la Marittima fuori produrrebbe moto ondoso. Potrebbe prima preoccuparsi del moto ondoso che c’è già. E poi, il nuovo off shore e le chiatte non produrranno moto ondoso?».

Alberto Vitucci

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La proposta: “Terminal in mare con un tunnel”

Il porto in mare. E un tunnel che possa collegare la nuova stazione passeggeri con Malamocco e l’autostrada. Una proposta che sotto forma di progetto è stata presentata – anzi, ripresentata, visto che la prima stesura risale al 1998 – da Gino Gersich, commerciante veneziano esperto di problemi legati ai trasporti e alla laguna. Lui lo chiama «Il Piano per la salvaguardia globale della laguna». Un’idea che secondo Gersich, veneziano trapiantato a Cavallino, potrebbe salvaguardare la laguna e San Marco dall’invasione delle grandi navi, ma anche tutelare l’economia. Quanto al tunnel, Gersich ricorda che «vogliono farlo da Tessera all’Arsenale, addirittura dalla Giudecca alle Zattere. E in laguna saltano fuori i problemi del caranto». Idea futuribile, che però ripropone il tema del porto fuori della laguna. Già lanciata da Cesare De Piccoli, una decina di anni fa, con la Marittima a San Nicolò. Adesso anche da altri gruppi e comitati, per portarlo a Malamocco. Il problema sono i collegamenti. Auto dei passeggeri, camion con i rifornimenti. Secondo Gersich, il tunnel sarebbe la soluzione. Resta l’impatto ambientale di quella che sarebbe l’ennesima grande opera in laguna. (a.v.)

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