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Replica all’interpellanza dell’M5S. «Siamo In regola con le direttive europee»

MARGHERA. L’ingegnere Giacomo Rispoli – direttore Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Progetti Refining & Marketing Eni – risponde alla interpellanza presentata in consiglio comunale dal Movimento 5 Stelle nella quale si sostiene che: «il progetto di Green Refinery annunciato da Eni per Porto Marghera presenta seri problemi di sostenibilità e di conformità con le Direttive Europee sulla riduzione dei gas nocivi».

«Il biodiesel che sarà prodotto nella Raffineria di Venezia« replica Rispoli «soddisfa pienamente i requisiti richiesti nelle Direttive Europee, sia in termini di sostenibilità dei biocarburanti sia in termini di rispetto dei target di energia rinnovabile nei trasporti. Infatti, Il green diesel che sarà prodotto a Venezia, previsto a partire da olio di palma ottenuto con processo di cattura di metano all’oleificio attraverso la tecnologia Ecofining di Eni e della società ammericana Uop sarà olio vegetale idrotrattato da olio di palma. Si tratta di un processo con cattura di metano all’oleificio, rispetta non solo i requisiti di risparmio di emissioni (35%) previsto dall’attuale normativa, ma anche quello introdotto dalla proposta di revisione (60%), garantendo in termini di valore standard (quindi addirittura superabile attraverso la misurazione del processo reale) una riduzione di emissioni di gas a effetto serra del 65%. In ogni caso, la produzione di biodiesel a Venezia resterebbe, comunque, ampiamente al di sotto del 5% massimo di biocarburanti di I generazione utilizzabili in base alla proposta di revisione delle Direttive Europee». Rispondendo alle argomentazione dell’interpellanza presentata in Comune dall’MS5, Rispoli precisa che a «le sperimentazioni in corso presso i centri di ricerca e sviluppo Eni per produrre biodiesel a partire da grassi animali e scarti dell’industria alimentare hanno dato tutti esiti positivi. In stato avanzato è anche la sperimentazione a Gela (Sicilia) di un impianto pilota pe produrre olio combuistibile da microalghe d’allevameno. E visti i risultati della sperimentazione, Rispoli annuncia che l’Eni «prevede a partire dal 2015 il possibile impiego su scala industriale» dell’olio estratto da alghe.

«Si tratta di microalghe» precisa «non in competizione con produzioni a scopo alimentare, con una produttività più alta rispetto alle colture terrestri, per la cui produzione possono essere utilizzati terreni marginali (non adatti ad altri usi) e acque salmastre o reflui urbani e o industriali». (g.fav.)

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