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Gazzettino – Marghera. Bonifiche, ora tempi certi

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

22

gen

2013

MARGHERA – Firmati i protocolli tra Governo, Regione, Provincia e Comune

Per la procedura saranno sufficienti solo 4 mesi e poche autorizzazioni

ZAIA       «Pronti investimenti per 3 miliardi»       «È una data storica – ha detto soddisfatto il governatore del Veneto Luca Zaia – Mettiamo gli imprenditori nella condizione di entrare, sbloccando domande di insediamento per circa tre miliardi».

Per una volta Governo, Regione, Provincia e Comune sorridenti e d’accordo attorno un tavolo. L’occasione, come i protagonisti non hanno mancato di sottolineare, è davvero storica: si tratta della firma – avvenuta ieri mattina a palazzo Balbi – dei quattro protocolli di attuazione dell’accordo sulle bonifiche di Porto Marghera. Tra i punti salienti, quello della riduzione dei tempi del procedimento amministrativo, portati a circa 4 mesi contro i 2-3 anni che ci volevano finora. Anche se, come ha detto lo stesso ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, quest’anno sono state definite 17 pratiche iniziate dieci anni prima. Un altro punto forte è quello dell’esclusione delle aree di competenza portuale dal sito di interesse nazionale, in modo da snellire le procedure necessarie alle innovazioni necessarie allo sviluppo della logistica.
«Con questi atti – ha osservato Clini – diamo un quadro di riferimento che esce dalla discrezionalità e che dovrebbe garantire tempi certi. È un punto di svolta per la ricostruzione di un sito strategico».
«È una data storica – ha detto soddisfatto il governatore del Veneto Luca Zaia – con questi atti ridiamo dignità a Porto Marghera, non pensando a crearvi un parco o un campo da golf, ma pensando a un futuro manifatturiero, che costituisce poi il 60 per cento dell’occupazione del Veneto. Oggi mettiamo gli imprenditori nella condizione di entrare, sbloccando domande di insediamento per circa tre miliardi».
I quattro protocolli riguardano semplificazioni sulla caratterizzazione dei siti, sulle modalità di intervento e messa in sicurezza dei suoli e delle acque di falda, sui criteri delle garanzie finanziarie e sulle attività sperimentali.
«Abbiamo smesso di leggere Topolino – ha aggiunto il sindaco Giorgio Orsoni – che ci diceva di fare cose strane a Marghera. Noi diciamo che vogliamo un futuro industriale, perché la città ha bisogno di lavoro».
Quanto al Palais Lumière, il sindaco conferma che non ci sono passi in avanti: «Ma è un episodio, nell’ambito di una zona che resta industriale». «Bando alle fantasie – ha detto la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto – è l’inizio di un nuovo percorso».

 

I COMMENTI

Gli industriali: «La condizione per non fuggire da altre parti»

L’ASSESSORE BETTIN «Ora la restituzione delle aree ex Eni»

(m.f.) Tutti positivi i commenti allo storico accordo. E non poteva essere altrimenti, viste le potenzialità che è destinato a “liberare”.
«Voglio ringraziare Clini – ha detto l’assessore regionale Renato Chisso, che ha seguito da vicino tutto l’iter – perché ha colto subito le problematiche e ha dato una mano fondamentale per risolverle, cosa che tentavamo di fare, senza esito, da dieci anni».
Gli industriali non c’erano alla firma, ma commentano con soddisfazione l’evento. Primo tra tutti, il presidente di Confindustria Luigi Brugnaro, che su Marghera ha investito.
«L’area industriale affacciata sulla laguna – ha commentato – ha bisogno che siano difese le attività già esistenti, ma, soprattutto, che ne possano arrivare delle nuove. Le semplificazioni e le accelerazioni indicate dai protocolli vanno proprio in questa direzione perché permetteranno di fornire agli imprenditori tempi, costi e procedure certi, condizione imprescindibile per non andare ad investire altrove».
Entusiasta l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin: «Si è affrontato per la prima volta il nodo dei tempi lunghi, delle procedure farraginose e labirintiche, dei costi esorbitanti, dell’indispensabile opera di messa in sicurezza e di bonifica delle aree e della loro ricollocazione sul mercato. A quest’ultimo scopo provvederà anche la costituzione della società tra Comune e Regione alla quale saranno conferite le aree ex Eni la cui reimmissione sul mercato dovrebbe agire da calmierante dei costi eccessivi che oggi rendono arduo attrarre investitori».
Il deputato Udc Antonio De Poli infine rilancia: «Ora dobbiamo impegnarci a dare seguito a questo primo tassello significativo per la reindustriuliazzazione di Marghera, strategicamente importante per l’industria italiana».

 

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