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Mirano. I cittadini chiedevano un’area naturalistica, il Comune li accontenta

MIRANO. Parco sì, ma non fotovoltaico. L’orientamento del Comune su Ca’ Perale è ormai chiaro, a maggior ragione dopo l’incontro con associazioni e cittadini per condividere le ipotesi di riqualificazione dell’ex discarica. Sono soprattutto i residenti a chiedere che la cava non diventi un nuovo sito di sfruttamento, anche se di energia pulita. Chi per anni ha convissuto con rifiuti e percolato ha ben altre aspettative.

«Per questo», spiega l’assessore alle Politiche ambientali Federico Vianello, «siamo propensi ad accogliere le osservazioni di chi immagina per Ca’ Perale una funzione naturalistica». Arriverà così una piccola oasi, in parte piantumata con alberi, in parte seminata a prato. Niente pannelli solari, anche se la funzione energetica, sostenuta in particolare dall’associazione Punto d’incontro, non è stata scartata del tutto. «Prima viene l’esigenza dei residenti e responsabilmente anche Punto d’incontro ha fatto un passo indietro», continua Vianello, «però prima di procedere vogliamo avere tutti gli elementi per una decisione: abbiamo perciò chiesto a Veritas un approfondimento della fattibilità tecnica e un preventivo di costi per realizzare, su una piccola porzione di terreno recuperato alla cava, un mini impianto fotovoltaico, che non intacchi il paesaggio». Sembra però difficile che un piccolo impianto possa creare benefici tali da ripagare i costi per realizzarlo.

Via dunque al bosco chiesto dai residenti e sarà totalmente naturalistico: niente parco urbano, con panchine, vialetti e lampioni. La zona d’altronde non è appetibile e richiede solamente una riconversione di tipo arboreo.

La discarica di Ca’ Perale ha terminato la sua funzione ricettiva nel 1996, dopo 8 anni di attività e circa 400 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani stoccati. Dopo 15 anni durante i quali il sito è stato sfruttato per la produzione di biogas, lo scorso anno sono partiti i lavori di allestimento del cantiere di riqualificazione ambientale.

L’intervento, che ha una durata prevista di 14 mesi ed è finanziato dalla Regione, consiste nella sigillatura e nel confinamento perimetrale del sito e si completerà con la forestazione e la riqualificazione ambientale. Già realizzati due nuovi fossi sui lati nord e ovest e installato un impianto di lavaggio ruote per i mezzi in uscita dalla discarica.

Da luglio è iniziato il trasporto di materiale terroso che servirà alla copertura del sito.

Filippo De Gaspari

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