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L’assessore regionale in visita alla zona industriale che comprende anche i 115 ettari di Syndial

Chisso: «Presto i terreni di porto Marghera a disposizione di nuovi imprenditori che garantiscano occupazione»

Parlare delle 19 aree (115 ettari) che Syndial si è impegnata a mettere a disposizione per nuovi investitori e dell’accordo sulle bonifiche, uscendo dagli uffici della Regione e del Comune e camminando per le strade di Porto Marghera rende immediata la comprensione della situazione di declino attuale e delle potenzialità che finalmente ci sono.
Grazie all’accordo sulle bonifiche del 16 aprile 2012 investimenti per quasi 3 miliardi sono ora possibili (per la maggior parte si tratta di autorizzazioni chieste parecchi anni fa da aziende già operanti sul territorio) perché le procedure sono state semplificate e i tempi accorciati. Fino a qui, però, parliamo ancora dell’esistente che può finalmente consolidarsi.
«Il bello deve ancora venire ed ora sarà possibile, grazie all’integrazione tra l’accordo sulle bonifiche e quello con l’Eni» spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Renato Chisso, in visita al petrolchimico in trasformazione «per il quale abbiamo già sette richieste per altrettanti progetti che comportano investimenti per 267 milioni di euro».
Le 19 aree sono quasi tutte comprese tra il canale industriale Ovest e il Sud, a parte l’ex Ausidet che è più a Nord, e tra la strada per Fusina e il canale dei Petroli. La maggior parte è senza sbocco sull’acqua ma ce ne sono un paio anche con banchina.
Con l’incontro dell’altro ieri tra Regione, Comune e Syndial si è aperta l’ultima fase, quella della valutazione del costo di queste aree, prima che vengano conferite nella nuova società che sarà gestita da Comune e Regione e, forse, con una piccola partecipazione di Syndial. «Mal che vada Eni ci consegnerà i terreni gratuitamente, con i decreti di bonifica già approvati e noi le metteremo in vendita praticamente a costo zero» spiega ancora Chisso: «Ma può essere che portiamo a casa pure un po’ di soldi, una ventina di milioni di euro o anche più che metteremo a disposizione dei nuovi imprenditori per contribuire alle bonifiche».
Chi sono questi nuovi imprenditori? «Dovranno rispondere a tre criteri: la compatibilità ambientale, il bilancio sociale (ossia la garanzia di nuova occupazione), e infine il tempo di permanenza che dovrà essere lungo, per evitare il mordi e fuggi degli speculatori. Chi verrà a Marghera farà un vero affare perché avrà le aree praticamente gratis, e in una zona servita da porto, autostrade e aeroporto. Tecnici del Comune e della Regione andranno in giro per il mondo a proporre quest’area industriale, e cercheremo un promoter con contatti internazionali. Non vedrei male uno come Paolo Scaroni, l’attuale amministratore delegato di Eni».

 

Le aree di proprietà di Syndial sono molto più di 115 ettari: una parte è già stata venduta o ceduta, come i due grandi appezzamenti che contengono altrettante vecchie discariche del petrolchimico e che ora fanno parte del Vallone Moranzani; altre sono aree che Syndial sta cedendo a trattativa con privati, come quelle del vecchio petrolchimico. Tra queste ci sono anche circa 27 ettari che Transped sta acquistando da Syndial per allargare la sua attività. Un esempio della nuova Porto Marghera che sta nascendo e che cresce nonostante il periodo di crisi profonda che ha comunque costretto pure Transped a rivedere i suoi progetti. «Certo, ora siamo in trincea ma stiamo lavorando sodo par farci trovare pronti quando finalmente ci sarà la ripresa. E acquistare le aree Eni fa parte di questa strategia per realizzare un centro di logistica integrata» spiega Enzo Dal Molin, amministratore delegato di Transped che ricorda quando l’Azienda acquisto i primi 25 ettari nel 2003 e dovette attendere cinque anni per le autorizzazioni alle bonifiche. «Sono tempi difficili ma se si toglie il freno delle vecchie procedure e si mettono a disposizione aree, finalmente si ridarà slancio a Porto Marghera» ha aggiunto Dal Molin parlando con l’assessore Chisso che, per l’operazione rilancio di Porto Marghera, sta lavorando in stretto contatto con Giovanni Artico, il commissario regionale al recupero territoriale e ambientale. (e.t.)

 

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