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A Vetrego si fa strada la linea dura: «Altri due mesi con il paese bloccato dal tornello. Poi basta»

VETREGO – Via il tornello in due mesi o Vetrego porterà in strada i trattori e partiranno i blocchi. È apparsa fin troppo chiara l’intenzione degli abitanti della frazione martedì sera, durante la riunione convocata in patronato dal comitato dei pensionati e delle casalinghe. Tre anni di disagi sono troppi, se entro marzo le code non saranno diventate solo un ricordo, i residenti scenderanno in strada nell’ora di punta e bloccheranno la rotonda del casello con trattori e auto. Qualcuno minaccia di portare addirittura vacche e cavalli. I vetreghesi faranno in pratica quello che tutti fanno ogni giorno: gireranno attorno al rondò di via Vetrego, nell’ora di punta e con andatura “lumaca”, con caos e ripercussioni che potrebbero arrivare fino in autostrada. Confermata dunque la linea dura: d’altronde di “colombe” in una sala con oltre un centinaio di capifamiglia, l’altra sera era davvero difficile trovarne. Per i residenti l’eliminazione del tornello è la priorità. In secondo piano la questione tariffe, che invece interessa da vicino i pendolari, presenti in gran numero alla riunione, anche se ovviamente in minoranza. Il problema è che il tornello sarà eliminato proprio con gli aumenti, che renderanno sconveniente uscire e rientrare in autostrada per chi percorre il tratto Padova-Mestre. «Questo comporterà un aumento del traffico sulla viabilità locale e quindi non risolverà del tutto nemmeno i problemi per Vetrego» insorgono i comitati.

«Gli sconti prospettati per i pendolari sono inconsistenti», affermano da Opzione Zero, «Cav sta solo tentando di compensare i mancati introiti dovuti alla diminuzione del traffico autostradale, prendendo ancora dalle tasche dei cittadini».

«La determinazione dimostrata dalla gente nel voler scendere in strada», afferma il consigliere comunale Giorgio Babato, «ripropone la necessità di interventi concreti in difesa del paese, il più penalizzato. Vanno dati fondi regionali prioritariamente a questi territori». Intanto in Provincia si discute di una mozione presentata dal Pd che chiede alla presidente Zaccariotto di attivarsi presso Cav, Anas e Regione per evitare aumenti sconsiderati delle tariffe e promuovere lo studio di provvedimenti alternativi per evitare che i residenti di Mirano siano costretti a subire il salasso. Il documento chiede anche: «Di arretrare il casello di Villabona a Dolo e liberalizzare l’intera tratta Dolo-Mestre».

Filippo De Gaspari

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