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A Mira giu’ le “panne” per fermare la schiuma

L’ARPAV «Miscele pericolose sversate nell’acqua»

PER CAPIRE LE CAUSE DEL GUASTO
La Co.Ind convocata in Comune. L’assessore all’Ambiente di Noale, Renato Damiani, ha convocato l’azienda in Comune: «Faremo una riunione al più presto».

LA DINAMICA – Rotto il sostegno di una cisterna

LA DISCESA DELLA SCHIUMA – Dopo lo sversamento nel canale Vernici di Noale, giovedì la schiuma è finita nel fiume Muson e ieri nel Brenta

L’assessore all’Ambiente di Noale: «Non è possibile questo tipo di inquinamento»

SVERSAMENTO – Lo stabilimento della Co.Ind, di via Noalese Sud a Noale. La sede centrale è in Emilia Romagna

L’allarme è scattato quando si è vista la schiuma nel bacino dei molini di Sotto a Mirano. Nel primo pomeriggio di giovedì. In quel momento il problema è stato “visibile” ma c’era già da ore. Le sostanze inquinanti sversate dall’impianto Co.Ind di via Noalese Sud della città dei Tempesta, infatti, erano finite nel rio Vernici la notte precedente. Complice l’oscurità, nessuno si era accorto della gravità del problema. Anche perché questi “tensioattivi”, come ha precisato in un comunicato ufficiale l’Arpav, si sciolgono nell’acqua come il sale. Si diluiscono. Nessuna macchia oleosa da poter arginare. Per questo quando è scattato l’allarme (pesci morti, schiuma nei bacini o in corrispondenza di salti) i buoi erano già scappati dalla stalla. Nessuna paratoia mobile poteva ormai arginare nulla. E sempre per questo ieri mattina la schiuma è stata segnalata anche in Riviera del Brenta.

“Si tratta di miscele classificate come pericolose di tipo irritante per gli occhi e la pelle, e nocive per gli organismi acquatici – affermano all’Arpav -. Le caratteristiche chimiche delle miscele, in particolare quelle della soluzione acquosa, non permettono di utilizzare idonei materiali assorbenti per la raccolta”. I pesci senza vita trovati galleggianti a pelo d’acqua testimoniano la gravità del problema.

Per tutta la giornata di ieri si sono susseguiti accertamenti nello stabilimento di Noale, dove si producono cosmetici e detersivi. La situazione è stata monitorata direttamente dalla “casa madre” bolognese del gruppo, che ha inviato un proprio dirigente per capire cosa sia successo. Il problema, come noto, è stato lo sversamento di una cinquantina di litri d’acqua contaminata dopo la rottura di due serbatoi in vetroresina dove venivano convogliate le acque di scarto del ciclo produttivo. Da lì il liquido ha raggiunto un pozzetto per la raccolta dell’acqua piovana ed è finito nel rio, e poi giù fino a Mirano e a Mira sotto forma di schiuma. Ieri l’Arpav ha continuato le indagini per stabilire se sussista una situazione di rischio industriale e per far luce sulle eventuali responsabilità. I risultati dei campioni d’acqua raccolti dovrebbero arrivare in breve tempo, e con essi si potrà stabilire anche l’entità effettiva del danno.
L’assessore all’Ambiente della città dei Tempesta, Renato Damiani, non ha aspettato le note ufficiali per convocare l’azienda: «Faremo una riunione giovedì prossimo con la presenza di Arpav e Vigili del fuoco – spiega -. Non è possibile che da una vasca di contenimento esca del materiale inquinato in questo modo.
L’anno scorso è stata istituita una procedura di Via per la messa in sicurezza delle condutture della ditta, ma la pratica non riguardava il collegamento delle acque di lavorazione con il pozzetto dell’acqua piovana».

Gabriele Vattolo

 

EMERGENZA Ieri nuovi interventi

MIRA – Due panne, “salsicciotti” nel naviglio a Mira Porte e all’ingresso di Oriago per arginare la chiazza di detersivo e schiuma proveniente da Noale. La schiuma sulle chiuse di Mira Porte faceva impressione, ma l’intervento tempestivo di Vigili del fuoco e Protezione civile, unita al fatto che non si è verificata la morìa di pesci avvenuta invece lungo il Muson ha tranquillizzato gli animi. Lo sversamento di tensioattivi utilizzati dalla Co.Ind di Noale per la produzione di prodotti cosmetici avvenuto l’altra notte è giunto anche nel Canale Taglio e nel Naviglio Brenta. Tutto bene fino a Mira Porte dove all’altezza delle chiuse, nel “salto” dell’acqua, il detersivo si è trasformato in schiuma creando preoccupazione tra la popolazione. Nessuna morìa di pesci, ma nella tarda mattinata la chiazza bianca e schiumosa si è diretta verso Oriago. L’Ufficio Ecologia del Comune, in accordo don Vigili del fuoco e Protezione civile, ha subito predisposto il posizionamento di due apposite panne assorbenti galleggianti per il contenimento dell’inquinamento nel Naviglio, una subito dopo Mira Porte e l’altra all’ingresso di Oriago, in prossimità del ponte sulla ferrovia. Un intervento per bloccare l’avanzata della schiuma attivando contestualmente un’azione di aspiramento.
Luisa Giantin

 

Noale. Detersivi, azienda sotto accusa

IL DIRETTORE DELLO STABILIMENTO  «Guasto imprevedibile ma perdita minima»

NOALE – «Una concatenazione di eventi difficile da prevedere». Questa la spiegazione di Fabio Alessi, il direttore produttivo degli stabilimenti della Co.Ind di Noale e di Bologna, arrivato ieri pomeriggio nella città dei Tempesta per far luce sullo sversamento che mercoledì ha inquinato rio Vernici per poi interessare il Muson e la Riviera del Brenta. «Si è staccata la “gamba” di una delle due cisterne di stoccaggio delle materie prime per produrre cosmetici – spiega -. Di conseguenza la cisterna si è piegata e i tubi di scolo si sono scollegati, generando la perdita». Le due cisterne, però, contenevano due sostanze differenti che servivano per produrre degli shampoo. Una più liquida, l’altra di una consistenza simile a un gel. Entrambe sono finite nei tubi di scolo collegati alle vasche di contenimento. «Il problema è che la sostanza più viscosa ha fatto da tappo, e quella più liquida è stata bloccata ed è uscita da un tombino, finendo nel pozzetto di raccolta dell’acqua piovana – spiega Alessi -. La nostra squadra di sicurezza è entrata in azione non appena la mattina seguente ci si è accorti della perdita». Questo liquido “scappato” serve proprio per ottenere la schiuma, effettivamente poi formatasi nei fiumi circostanti: «Siamo a disposizione per fornire tutte le spiegazioni sul caso – conclude il direttore produttivo -. Lo sversamento è minimo rispetto alla perdita che abbiamo subìto nello stabilimento».
G.Vat.

 

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