Segui @OpzioneZero Gli aggiornamenti principali anche su Facebook e Twitter. Clicca su "Mi piace" o "Segui".

Questo sito utilizza cookie di profilazione, propri o di terze parti per rendere migliore l'esperienza d'uso degli utenti. Continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Per maggiori informazioni cliccare qui



Sostieni la battaglia contro l'inceneritore di Fusina, contribuisci alle spese legali per il ricorso al TAR. Versamento su cc intestato a Opzione Zero IBAN IT64L0359901899050188525842 causale "Sottoscrizione per ricorso TAR contro inceneritore Fusina" Per maggiori informazioni cliccare qui

COMUNICATO STAMPA

IL COMITATO OPZIONE ZERO REPLICA ALLE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE REGIONALE RENATO CHISSO

La debolezza delle argomentazioni di chi sostiene la Roma Commerciale (Orte-Mestre) è ben evidenziata nelle parole dell’assessore regionale Chisso, apparse sui giornali, che si limitano a spot propagandistici su fattibilità e necessità della nuova autostrada.

Emblematico, in proposito, l’annullamento ieri sera del convegno sulla Orte-Mestre in programma per il 2 febbraio a Ravenna. Anche lì, la fragilità della politica si è manifestata nell’incapacità degli amministratori di sostenere un confronto di merito sull’opera, preferendo tirarsi indietro su due piedi, di fronte al coordinamento nazionale contro la Orte-Mestre, Rete Stop OR-ME, cui anche Opzione Zero aderisce.

Da luglio 2012 e per 4 mesi, Ciaccia e Passera hanno proclamato l’imminente approvazione della Romea Commerciale. Ma il tentativo di arrembaggio si è fermato a un pre-CIPE, trovando l’ostacolo del Ministero dell’Economia, ben prima delle dimissioni del governo. Perché? “Problema tecnico”, dicono i ‘tecnici’, ma di che natura? Proprio economica, infatti la questione era, ed è tutt’ora, l’impossibilità di trovare un accordo tra Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Economia per finanziare l’opera. Il piano economico-finanziario è un fantasma che non si mostra poiché proverebbe l’insostenibilità della Romea.

La Orte-Mestre è un progetto vecchio del 2001, travolto come tutte le grandi opere europee dalla crisi economica e dimostratamente inutile, se non per avvantaggiare le lobby del cemento che fanno profitti sulle opere in project finance. L’ulteriore truffa che sarà applicata alla Orte-Mestre si chiama project bond. Si tratta di obbligazioni garantite e coperte dalla Cassa Depositi e Prestiti con i soldi del risparmio postale.

Evidentemente, per  l’assessore Chisso l’opera è finanziariamente solida perché pagata dai cittadini risparmiatori, con gli stessi stratagemmi che abbiamo visto per il Passante di Mestre e che stanno portando ai noti aumenti dei pedaggi per coprire i buchi di bilancio. Il fatto incontrovertibile è che queste opere non stanno in piedi da sole e il 44% sono ferme al palo (dati ANCE) per problemi economici.

Questa classe politica deve smettere di mascherare dietro ai termini vuoti di ‘sviluppo’ e ‘crescita’ scelte devastanti, non solo sotto i profili ambientale e territoriale ma anche sotto quello economico, che scaricano sulle tasche dei cittadini i debiti contratti dalle lobby affaristiche.

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Copyrights © 2012-2015 by Opzione Zero

Per leggere la Privacy policy cliccare qui