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Vetrego. Parla uno dei “tornellisti” che ogni giorno intasano la rotonda

«Non mi reputo un furbetto, sono un semplice impiegato e faccio i miei conti»

MIRANO – Immaginate di dovervi rifornire di benzina: sulla vostra strada un distributore vende il carburante a 1,90 euro al litro, con una deviazione di 500 metri lo trovate a 1,50. Chi non allungherebbe un po’ pur di risparmiare? Fanno pressappoco così anche i “furbetti” del casello di Vetrego che gli abitanti del paese non biasimano, ma non vedono l’ora di sfrattare. Parla uno dei tornellisti che ogni giorno intasano la rotatoria di Vetrego: Enrico Simonetto, 40 anni, impiegato in una società con sede a Mestre, vive a Padova. È uno di quei pendolari che ogni giorno, da lunedì a venerdì, percorre la A57 per andare e tornare da lavoro. Entra al casello di Padova zona industriale, esce a quello di Mestre-Villabona: 31 chilometri e la bellezza di 3,30 euro. È come se, entrato in autostrada, a ogni chilometro percorso, buttasse dal finestrino una monetina da 10 cent. Due volte al giorno, mattino e sera, circa 22 giorni al mese: farebbero 145 euro al mese. Se però Enrico esce al casello di Mirano-Dolo, a Vetrego, paga solo 90 cent, quelli della tratta Padova-Mirano. Passata la porta telepass a Vetrego, Enrico si gira alla rotonda del casello e rientra in autostrada percorrendo gratis il tratto liberalizzato fino a Mestre. Risparmia così ben 2,40 euro a viaggio, 4,80 al giorno. Scusate se è poco. «Non mi ritengo un furbetto», racconta, «faccio i miei conti, come tutti. Sarei stolto a spendere 145 euro al mese quando posso spenderne 40: faccio l’impiegato, non il manager. Con le tariffe chieste agli automobilisti da quando esiste il Passante, noi pendolari paghiamo i costi di quell’opera che neanche utilizziamo, perché percorriamo la vecchia autostrada». Insomma non è la strada più breve, nemmeno quella più facile, ma Enrico sceglie il risparmio: «Nel tornello ci resto incastrato anche’io molte volte», racconta, «parto da casa alle 7.20, torno alle 19. Esco al casello sempre nelle ore di punta, c’è traffico e spesso incidenti. Ma spendo meno anche se resto in coda. Capisco i disagi dei residenti, ma so che loro capiscono i nostri: siamo lavoratori, soprattutto in questi tempi di crisi se possiamo risparmiare 5 euro al giorno lo facciamo tutti». Ora però scatteranno gli aumenti, le tariffe verranno uniformate e fare il tornello sarà inutile. Enrico Simonetto potrebbe trovarsi a pagare meno dei 3,30 euro chiesti oggi per i suoi 31 chilometri, ma comunque più di 1,80 euro garantiti dal trucchetto. Potrebbero essere 2,60 o giù di lì: 115 euro al mese. «Valuterò che fare», afferma, «temo però che per molti di noi sarà troppo e si imbucheranno a Mestre attraverso la viabilità ordinaria. L’ingorgo sarà lì, il problema verrà solo spostato. Ma per chi non ha grossi problemi di tempi sarà comunque la soluzione migliore».

Filippo De Gaspari

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