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I residenti di San Donà, Meolo e Musile preccupati per il mercato immobiliare «Le abitazioni vicine al tracciato che affianca la ferrovia vanno giù del 30%»

Prezzi delle abitazioni in caduta libera se arriva la Tav, i residenti attorno alla ferrovia denunciano già un calo del 30 per cento di valore, come sostengono le agenzie immobiliari, nel caso fosse previsto l’affiancamento alla linea ferroviaria. E chiedono ai candidati sindaci alle prossime amministrative del territorio, in particolare a San Donà, ma anche San Stino, di esprimersi su questa spinosa questione che pare caduta nel dimenticatoio. I comitati di San Donà, Meolo, Musile, sono già sul piede di guerra.

«Il tracciato litoraneo, nato per volontà politica, senza sufficienti approfondimenti di confronto con altre soluzioni possibili», spiegano, «e che ora sembra figlio di nessuno, è rinnegato da tutti e criticato anche dagli stesi estensori. In questo quadro si inserisce l’interrogazione a risposta scritta degli onorevoli Viola, Rubinato e Martella al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Corrado Passera. Infatti, non paghi dello sperpero di denaro pubblico già perpetrato ai danni dei contribuenti, pare che ancora si voglia continuare sulla stessa strada, quella cioè di spingere verso la soluzione unica, rifiutandosi di ragionare preventivamente su più alternative, confrontandole sulla base di criteri e parametri oggettivi, valutando non solo l’impatto ambientale ed economico, ma anche quello sociale, perché anche la vita delle persone ha un valore. Invece di coinvolgere da subito le popolazioni interessate», aggiungono i comitati, «si lavora nelle segrete stanze, affidandosi alle sole valutazioni di Italferr e di un commissario che ha già dichiarato in passato che non intende realizzare dei passaggi in galleria nell’attraversamento dei centri abitati, soluzione, questa, che farebbe comunque lievitare i costi, rendendo l’affiancamento alla linea storica maggiormente costoso anche rispetto al tracciato litoraneo di circa il 2 per cento. Anche se finora nessuna di queste valutazioni economiche sono mai state portate a conoscenza dei comitati, e senza tener conto dei maggiori costi gestionali di una simile opera in tunnel».

«Ai nostri politici», concludono i comitati, «sembra non importare che nel resto dell’Europa il traffico merci venga distinto dal traffico passeggeri e che entrambi le tipologie di infrastrutture , Tav e merci, abbiano percorsi esterni ai centri abitati, come nulla sembra importino le pesanti ricadute negative, dovute a rumore e vibrazioni, che inevitabilmente coinvolgeranno la salute di migliaia di persone e la vivibilità di ampie aree attorno alla linea ferroviaria».

Giovanni Cagnassi

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