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SCORZÈ  – “CapellaVive” sui lavori del casello

LA DENUNCIA  «Al posto di una zona dall’equilibrio fragilissimo verrà costruito un groviglio di cemento e asfalto»

Iniziano i lavori del casello autostradale ma “CappellaVive” non manca di mettere sotto accusa la politica. Con un comunicato dal titolo «Politica nemica del territorio» il comitato sottolinea come sia una follia devastare tutta l’area del Dese di Cappella.

«Un grande deserto, una vasta pista di aeroporto. Via tutto: piante, animali, fossati, silenzio. Da via Ca Nove lo sguardo arriva siano alla Cappellana, sino a Via Boschi. Nessuno mai era riuscito dall’epoca dei Romani a oggi fare una simile devastazione». Nel comunicato si legge che verranno calati non meno di 120.000 metri cubi di materiale portato da 9.000 camion e poi oltre 12.000 metri cubi di calcestruzzo e circa 100.000mq. Il tutto per una spesa di circa 70 milioni di euro. Altre aree invece come quella dei laghetti di Martellago e la cava di via Villetta di Salzano sono diventate siti di interesse ecologico salvaguardati dal coperchio giuridico comunitario. L’area del Dese tra Cappella e Martellago invece no: un’area di circa 500 ettari naturale, un’area golenale, un’area intatta da almeno 700 anni , col più vecchio mulino del ‘ 400 sul Dese dove nidificano e si insediano notevoli specie animali».

«Al posto di una zona dall’equilibrio fragilissimo verrà costruito un groviglio di cemento e asfalto – si legge ancora nel comunicato – Frutto della folle scelta di spostare il casello da via delle Motte che occupava 4,5 ettari, all’aera Dese che occupa ora 26 ettari con un ponte lungo quasi 1000 metri e alto 14 metri. Una follia di spesa, di scelta e di dissipazione di territorio per cui i gestori di interessi lesinano quattro misere risorse per la mitigazione».

Renzo Favaretto

 

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