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Gazzettino – “Torre di Cardin accordo da azzerare”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

29

gen

2013

L’accordo di programma per la realizzazione del Palais Lumière a Marghera non solo va rivisto, ma per alcuni aspetti completamente rifatto. Proprio alla scadenza del termine per le osservazioni, le associazioni ambientaliste e per la tutela del territorio ne hanno depositate nove. Tutte – dicono – di elevato peso specifico. A presentarle sono stati il Coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido (che si è distinto nel combattere e segnalare le incongruenze della famigerata vicenda del “buco” per il palazzo del cinema), la sezione di Venezia di Italia Nostra e l’Ecoistituto del Veneto Alex Langer.
Una ulteriore, la più inedita, è stata depositata dal custode giudiziario della ex Galileo, Paolo Reali. In poche parole, la progettata viabilità a servizio della torre alta 250 metri comporterebbe la demolizione di alcuni corpi di fabbrica di quella che fu la più importante fabbrica di lenti italiana, tra cui un edificio vincolato. Questa osservazione non chiede di rivedere il procedimento, ma di eliminare la viabilità che attraversa la proprietà.
Un’altra osservazione,la prima degli ambientalisti (presenti, tra gli altri, Salvatore Lihard, Marco Zanetti, Lidia Fersuoch, Michele Boato e Cristiano Gasparetto), è molto pesante e tende a minare alla base l’intero procedimento. «Non si è ottemperato all’obbligo – hanno detto ieri – di pubblicare sul sito del Comune tutti gli elaborati tecnici allegati alle delibere di adozione o di approvazione di strumenti urbanistici. Nel sito c’era solo l’avviso di passare per la sede di Urbanistica per la consultazione. Ma questo va contro disposizioni di legge e inficia l’intera approvazione».
Altre riguardano la mancanza di valutazione ambientale strategica, aspetti paesaggistici (il grattacielo disturba la fruizione del paesaggio) e aspetti architettonici (non è espressione di un interesse pubblico), aspetti di rischiosità (intercettazione di falde acquifere, disturbo del traffico aereo), aspetti ambientali (la vicinanza con la Fincantieri che la delega per essere rumorosa con 70 db giorno e notte sarebbe incompatibile con le abitazioni prospettate) e aspetti economici.
«I costi – hanno detto tutti – saranno molto più alti di quelli dichiarati, sia per il privato che per il pubblico. E alla fine, per una “elemosina” di 40 milioni si farà una voragine che manderà in fallimento il Comune».

 

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