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Il Dipartimento di prevenzione invita i Comuni a non usare l’acqua dei canali per irrigare i campi e abbeverare gli animali. Nei canali vietata anche la pesca

DOLO. La situazione dei canali della Riviera del Brenta e del Miranese è pessima. Il Dipartimento prevenzione dell’Asl 13 ha inviato una nota ai Comuni in cui, invita gli enti locali a vietare a tempo indeterminato la pesca e l’uso dell’acqua a fine irrigativo di tutti i canali della zona. Il motivo? Non certamente gli sversamenti di tensioattivi di questi giorni dal Muson, ma la presenza costante del bacillo della salmonella. Un bacillo che provoca grossi disturbi sanitari ed è alimentato da scarichi fognari abusivi su canali grandi e piccoli del comprensorio. L’acqua di tutti i canali e canalette della Riviera e del Miranese, infatti, già da mesi in quasi tutti i comuni non può più essere utilizzata per irrigare orti, campi e lavare le verdure da consumarsi crude, men che meno può essere utilizzata per abbeverare gli animali nel settore dell’allevamento.

«Abbiamo suggerito con una nota», spiega il dottor Flavio Valentini, direttore del dipartimento prevenzione dell’ Asl 13, «di emettere provvedimenti come le ordinanze che avessero effetto permanente. La maggioranza dei Comuni lo ha già fatto. Ora anche gli enti locali rimanenti, si adegueranno sicuramente, prima dell’arrivo dell’estate, periodo di massima criticità in tema di diffusione della salmonella. Questo suggerimento è stato inviato dopo uno studio che ci è arrivato dall’Arpav in cui si vedono livelli di inquinamento costanti da dieci anni a questa parte, e diffusi in tutto il territorio dell’Asl 13».

Facendo un monitoraggio del territorio si è visto che i problemi principali nella maggioranza dei casi di sono provocati da vecchie abitazioni di 70-80 anni, che non si sono ancora adeguate alle moderne normative di scarico delle fognature. Siccome pregiudicano la salute di tutti, i proprietari vanno puniti pesantemente ed invitati ad adeguare gli impianti. Saranno controllate anche le attività delle aziende agricole, che spezzo scaricano azoti e materiali biologici in acqua. I canali che saranno controllati con maggior attenzione saranno il Naviglio del Brenta, il Novissimo, il canale Taglio che questa estate ha avuto un pesante inquinamento biologico da parte di alghe infestanti. E poi il Muson , il Lusore , Il Comuna , il Pionca, il Fiumazzo, il Serraglio, il Tergola.

Ma non mancano problemi collegati a scarichi di materiali chimici come idrocarburi e tensioattivi. Le sostanze finite in acqua infatti, tra Noale e Mirano, dopo l’incidente agli impianti della Co.Ind. di via Noalese che lavora prodotti cosmetici e detergenti sono pericolose; si tratta di miscele classificate come irritanti per gli occhi e la pelle e nocive per gli organismi acquatici. Ad Oriago, sul Naviglio, è stata posta una barriera all’altezza del sottopasso della linea Mestre-Adria. Per rimuoverla si attendono disposizioni dall’Arpav.

Alessandro Abbadir

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