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MIRA.

« Il problema del piccolo commercio è che i Comuni, nel passato e in qualche caso anche ora, hanno dato il via libera alla realizzazione di grandi contenitori commerciali e direzionali che creano solo cementificazione, e pochissimi nuovi di lavoro».

A dirlo è a margine dell’iniziativa di Confcommercio è stato Ennio Materazzo, presidente dell’associazione per la Riviera.

«Ci è sempre stato detto», dice Materazzo, «che i grandi centri commerciali e direzionali danno posto a migliaia di persone, ma invece basta guardare cosa succede in un supermercato di grosse dimensioni: le casse sono di tipo automatico computerizzate, il personale ridotto all’osso per ridurre sui costi di vendita delle merci. Tutto ciò fa sparire i piccoli esercenti dal territorio». Poi l’attacco alla cementificazione: «Questi grandi contenitori di cemento autorizzati dai Comuni», conclude, «dal 2008 non ospitano più nemmeno centri commerciali».

(a.ab.)

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«Comprate nei negozi di paese»

I sindaci della Riviera aderiscono all’iniziativa di Confcommercio per fermare la chiusura delle attività

MIRA. «Per fermare la morìa di piccoli negozi della Riviera del Brenta, invitiamo i cittadini a usufruire di più dei negozi di vicinato e meno delle grande catene commerciali che alla fine portano alla desertificazione del territorio. Il nostro slogan è Io compro in Riviera». A dirlo, ieri mattina a Mira nella sede dell’ Ascom in via Boldani a Mira Porte, sono stati i primi cittadini del comprensorio che hanno aderito ad una iniziativa di Confcommercio e Venezia Opportunità per favorire il commercio locale. A dare i numeri della crisi in atto, è il presidente dell’Ascom, Ennio Materazzo.

«Nel 2012», spiega Materazzo, «abbiamo registrato un migliaio di esercenti fra i nostri iscritti in Riviera . Hanno chiuso una sessantina di attività e ne hanno aperte molte meno, cioè poco più che una quindicina. Fra quelle nuove, la prevalenza è di attività nel campo della fornitura di servizi. Il 60% ha problemi di finanziamento del credito. Le banche, prima di elargire prestiti, aspettano anche diversi mesi. Se non si inverte la rotta e non si ferma la proliferazione dei grandi centri commerciali da cui siamo circondati per i negozi di paese sarà la fine».

A tessere le lodi dei piccoli negozi ci hanno pensato gli amministratori locali. «Mi servo quotidianamente», ha detto il sindaco di Fossò, Letizia Boscaro, presidente dell’Unione dei Comuni di Dolo, Fossò , Fiesso e Campagna Lupia, «di piccoli negozi per fare le spese. Il negoziante di paese sa indirizzare le persone verso le scelte migliori. Con lui si crea un rapporto di fiducia che difficilmente in una grande catena c’è. I piccoli negozi sono una risorsa preziosa per anziani e persone in difficoltà». Sulla stessa linea anche il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, che ammette di aver cominciato a utilizzare i negozi di paese da quando vive il territorio come sindaco . «Prima facevo la spesa in un grande centro commerciale appena fuori dall’ufficio in cui lavoravo», ha detto Gottardo, «ma certo se qualcosa non andava nella merce comprata o se volevo un consiglio non c’era certo cortesia e cordialità» . Il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, ha invitato i commercianti a fare rete e a organizzare iniziative comuni per il rilancio del settore. Il sindaco di Camponogara, Gianpietro Menin, invece, ha ricordato che quando da un paese spariscono i negozi anche un pezzo di vita civile se ne va. Per suggellare questa attività di promozione del commercio made in Riviera, i sindaci si sono uniti in una foto di gruppo in cui campeggia la scritta “ Noi compriamo in Riviera del Brenta. Qualità, cortesia, attenzione, convenienza nella tua spesa”. Un gesto forte insomma per promuovere e le attività dei commercianti che ogni giorno aprono “bottega”e fanno vivere i “paesi” con grande professionalità e coraggio nonostante la crisi , dando ai cittadini servizi di qualità e umanità. La foto campeggerà nelle locandine che verranno affisse sulle vetrine dei negozi.

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