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FOSSÒ – Comune troppo “virtuoso” nella spesa per la salvaguardia idraulica e la Corte dei Conti vuole vederci chiaro. Sarà che Luciano Compagno, ex sindaco di Fossò, è stato per anni anche amministratore del Consorzio idraulico di bonifica Bacchiglione di Padova, nel cui territorio ricade il comune di Fossò. Sarà che per rimediare agli allagamenti subiti nel 2008 e nel 2009, sono stati realizzati molteplici e razionali interventi di escavazioni dei fossati del territorio comunale, nessuno tra i 39 comuni attinenti al Consorzio Bacchiglione, però, è mai riuscito a fare altrettanto. Tanto che Fossò è indicato proprio dall’ente idraulico come un esempio da seguire.
Ma gli interventi che sono complessivamente costati un milione e trecentomila euro hanno acceso qualche controllo. Troppi, secondo la Corte dei Conti di Venezia, alla quale l’attuale sindaco di Fossò, Federica Boscaro, ha inviato tutta la documentazione per una verifica di legittimità amministrativa ed economica sui lavori di escavo dei fossati.
La Corte dei Conti vuole vederci chiaro perché l’ex sindaco Compagno avrebbe attuato interventi di sicurezza idraulica con soldi pubblici, andando però ad attuare operazioni di scavo su aree di proprietà privata. Vari esposti pervenuti alla Procura avrebbero infatti evidenziato che il Comune avrebbe effettuato opere che per legge avrebbero dovuto essere realizzate dai proprietari dei rispettivi fossati. Per raggiungere l’obiettivo, Compagno avrebbe anche frazionato in più tranche la spesa necessaria, in modo tale da non sottostare alle regole contemplate dal bando di gara europeo previsto per le opere pubbliche.

 

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