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Molti extracomunitari chiedono aiuto ai Comuni per pagare il biglietto aereo Il sindaco Livieri: «Non possono più mantenere le famiglie e tornano a casa»

DOLO. Tutti a casa. Sembra il titolo di vecchio film con Alberto Sordi e invece è la drammatica realtà sul versante immigrati. In Riviera del Brenta e Miranese lo scorso anno sarebbero tornati nel loro paese d’origine tremila persone. Negli uffici comunali c’è la coda da parte di extracomunitari per avere un aiuto dagli enti locali per rimpatriare almeno le loro famiglie arrivate in Italia quando l’economia tirava (ormai 5 anni fa). Le zone in cui la fuga è più evidente? L’area della Riviera ovest (Fossò, Stra, Fiesso, Vigonovo) dove il calzaturiero, a parte aree di nicchia, non tira più come un tempo; l’area industriale di Santa Maria di Sala, la zona di Mira e a macchia di leopardo il settore dell’edilizia, bloccato da un quinquennio dopo la fine del boom immobiliare.

«Quello che sta succedendo» spiega Fabio Livieri per i sindaci del comprensorio dell’Asl 13 «è qualcosa di sorprendente. Fra i circa 25 mila residenti stranieri nell’area dei 17 comuni, il 12% a causa della crisi nel 2012 è rimpatriato, cioè 3.100 persone. I capifamiglia hanno fatto rimpatriare moglie e figli a causa della perdita del posto di lavoro. Vivere in Italia senza un reddito con figli a carico è estremamente difficile. Molti hanno deciso di far terminare l’anno scolastico, ma a settembre in asili ed elementari i bambini notavano i banchi vuoti dei loro piccoli compagni: erano tornati al loro paese». I rimpatri, in attesa che il vento della crisi cambi direzione, sono stati registrati soprattutto fra nordafricani, albanesi, rumeni. Anche donne dell’Est europeo arrivate qui per fare le badanti hanno cominciato a far fagotto. «Le badanti straniere, oltre a trovare sempre meno lavoro» spiega Stefano Valentini responsabile della consulta sociale dell’Asl 13 «soffrono anche la concorrenza delle italiane, mamme dai 30 ai 55 anni che con il marito in cassintegrazione o licenziato e loro stesse a casa devono sbarcare il lunario». Nota un calo delle richieste di alloggio anche la casa “San Raffaele” della Caritas a Mira che ospita 24 stranieri. «La coda per entrare», spiega Francesco Vendramin, «fino a qualche anno fa era di centinaia di persone: ora solo qualche decina». C’è poi la pressante richiesta di aiuti per tornare a casa.

«Da quasi un anno» conclude Livieri «ogni mese a Campagna Lupia decine di stranieri intenzionati a tornare a loro paese chiedono di poter avere i soldi del biglietto aereo perché non hanno più un euro in tasca».

Alessandro Abbadir

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