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Gazzettino – “Una follia i progetti dell’aeroporto”

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

2

feb

2013

Il sindaco Giorgio Orsoni annuncia ricorso al Tar per far annullare il Contratto di programma tra Save e Enac

C’è anche l’acquisto dell’ex Aeroterminal che il Comune ha invece destinato a terminal cittadino

IL SINDACO Giorgio Orsoni annuncia ricorso al Tar contro il Contratto di programma per l’aeroporto

Il Contratto di programma che permette a Save di aumentare le tariffe aeroportuali blocca la pianificazione comunale su Tessera e non solo. Tanto per dirne due l’Amministrazione veneziana dovrà dire addio al “Terminal di città” sull’area dell’ex Aeroterminal e si vede rimettere in gioco il tunnel in gronda lagunare per la linea dell’Alta velocità ferroviaria.
«Una follia – la liquida il sindaco -. Stiamo ancora esaminando bene i documenti ma saremo costretti a fare un ricorso al Tar per far annullare quel Contratto. Da quel che ci risulta da un primo esame è un documento che si basa tutto sulla realizzazione di opere che sono in contrasto con la programmazione del Comune, che tra l’altro non è mai stato interpellato. I concessionari come Enac e i privati come Save pensano di poter fare tutto quello che vogliono a prescindere da quelle che sono le indicazioni della pianificazione comunale».

Ora si capisce, dunque, perché Giorgio Orsoni alla fine dell’anno scorso aveva spedito ad Enac ben due diffide chiedendo che, prima di renderlo operativo, inviasse al Comune il Contratto di programma con Save. L’Ente nazionale aviazione civile la prima volta aveva risposto che Ca’ Farsetti non ha alcuna competenza in materia e poi non ha più risposto.

Leggendo i contenuti di quel Contratto, che appaiono ora nel sito di Enac, si capisce perché il Comune si sta agitando così tanto. Sarà anche vero, come dice Enac, che l’Amministrazione veneziana non è competente su un suo territorio perché l’interesse aeroportuale è più forte ma vien fuori che i progetti della società di gestione del Marco Polo entrano a gamba tesa sull’intera programmazione comunale. In buona sostanza il 21 dicembre scorso il consiglio comunale ha varato il Piano di assetto del territorio (Pat), e appena una settimana dopo, il 28 dicembre, Enac ha firmato con Save l’atto di perfezionamento del Contratto di programma con una programmazione aeroportuale che ignora del tutto il Pat.
Il Contratto di programma, che è decennale dal 2012 al 2021, permette a Save di aumentare le tariffe alle compagnie aeree in modo da recuperare i soldi necessari agli investimenti che ha in previsione da qui al 2030 in base al Master Plan aeroportuale. Il fatto è, però, che quel Master Plan è ancora solo sulla carta: Enac lo ha approvato in sede tecnica ma il documento deve farne ancora di strada per arrivare all’operatività. E invece il Contratto lo anticipa e gli dà già un primo riconoscimento implicito.
Quanto al “Terminal di città”, ad esempio, si tratta della nuova porta d’acqua che il Pat prevede tra l’aeroporto e il centro di Tessera nell’area ex Aeroterminal dei fratelli Poletti ora in mano al curatore fallimentare: come porta d’accesso a Venezia dovrebbe avere parcheggi per i cittadini e altri edifici di servizio. S

ave prevede, invece, di acquisire quei terreni, ritenuti dall’Enac strumentali allo sviluppo dell’aeroporto come previsto appunto dal master Plan. In tal modo, diventando un’opera essenziale, l’area può essere acquisita per una pipa di tabacco, mediante esproprio, e ospitare nuovi parcheggi ma non per i cittadini, bensì a servizio del Marco Polo.

Con buona pace del terminal di città. Nelle opere di mitigazione ambientale, previste sempre nel Contratto di programma, si prevede oltretutto di creare vari terrapieni, uno dei quali pare sia proprio in corrispondenza dell’ex Aeroterminal: forse ridurrà i rumori che si sentono in paese ma sicuramente impedirà al Comune di accedere a quei terreni.

 

600 MILIONI DI EURO – Da spendere entro il 2021

GLI INVESTIMENTI PREVISTI – Nella lista anche opere “irrealizzabili”: ci sono Porta di Gehry e sublagunare

Gli investimenti previsti da qui al 2021 ammontano a 604 milioni e mezzo di euro e sono proprio questi che giustificano il Contratto di programma e, quindi, anche l’aumento delle tariffe che andrà a finanziare quegli interventi. Enac, e anche i ministeri dei Trasporti e delle Finanze, però, hanno approvato un Contratto di programma per 600 e passa milioni di euro dei quali circa 200 sono almeno in forse.
Nella lista appaiono, ad esempio, 55 milioni di euro per la realizzazione del Venice Gateway. Ora, a meno che Save abbia utilizzato il nome della Porta di Gehry per un’altra struttura, il progetto dell’archistar Frank O. Gehry non si fa più. Lo ha annunciato ufficialmente lo stesso presidente di Save, Enrico Marchi, dando la colpa all’ostilità del Comune che, tra l’altro, non gli voleva più dare i 17 milioni della Legge Speciale per la viabilità connessa. Oltretutto nel Contratto tra Save ed Enac, di quei 17 milioni non si fa cenno, nonostante la delibera di Ca’ Farsetti sia tuttora valida.
Poi ci sono 41 milioni di euro per realizzare il collegamento con il terminal della sublagunare che, però, non è prevista dalla programmazione urbanistica del Comune. E su questo né Enac né Save possono farci nulla.
Ci sono infine quasi 106 milioni di euro destinati alla nuova stazione ferroviaria sotterranea che dovrebbe diventare la vera stazione centrale di Mestre e Venezia e ricevere i treni ad alta velocità che proverranno dalla nuova linea da costruire in tunnel sotto alla gronda lagunare. Il presidente Enrico Marchi ha sempre difeso a spada tratta quest’opera considerandola essenziale per lo sviluppo dell’aeroporto ma soprattutto del territorio. Le previsioni urbanistiche del Comune, però, l’hanno bocciata già da un pezzo soprattutto per motivi ambientali e, al suo posto, prevedono di mantenere la stazione centrale a Mestre e di raggiungere l’aeroporto utilizzando i binari del futuro Sfmr, il Sistema ferroviario metropolitano, che correranno lungo la bretella autostradale. Inoltre la stessa programmazione di Rfi, tramite il commissario straordinario per l’Alta velocità e capacità, va in tutt’altra direzione rispetto al tunnel in gronda. (e.t.)

 

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