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MESTRE – Una moratoria contro il project financing a tutti i livelli. E’ quanto chiede il Movimento 5 Stelle, ribadito in mattinata a Mestre alla luce della «Mancata risposta da parte del governatore Zaia alla lettera che gli è stata inviata ancora nel dicembre scorso», secondo quanto affermano i seguaci di Grillo.

«Nel caso dell’Ospedale dell’Angelo, divenuto un esempio negativo per il Veneto ma anche su scala nazionale, ci si trova con costi triplicati rispetto a quanto si sarebbe speso con un finanziamento tradizionale»,

è il commento del consigliere comunale veneziano Gianluigi Placella. «Solo in Italia si usa il project financing in questo modo, con aggravio di costi spropositato». Il candidato al Senato, Francesco Celotto, rincara:

«Se pensiamo ai casi della Pedemontana, della nuova Romea Commerciale, del Grap o della Nogara-Mare, ci si trova con progetti sui quali non si riesce neppure ad avere la documentazione da parte della Regione, e con situazioni che causeranno un aggravio del debito pubblico». Dal Movimento 5 Stelle sono pronti a partire con petizioni e sit-in, «Ma vedremo come sarà la situazione la sera del 25 febbraio a elezioni concluse»,

afferma Celotto. Federico D’Incà, candidato alla Camera, aggiunge che

«Un altro esempio del project è contenuto nello sviluppo della A27 del tratto dolomitico. Per 21 chilometri di autostrada si pagheranno 1 miliardo e 200 milioni di euro. Qui si dovrebbe invece pensare a potenziare la rete ferroviaria, a una metropolitana di superficie in grado di collegare Venezia alle Dolomiti in un’ora».

(s.b.)

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