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Il sindaco di Fossò, Federica Boscaro: «Le schede ospedaliere in contraddizione con il Piano sanitario»

Il Consiglio comunale di Fossò è chiamato ad esprimersi sulla proposta di approvazione di un ordine del giorno per la salvaguardia delle strutture ospedaliere dell’Asl 13 Dolo-Mirano. Sulla riunione consiliare che si terrà oggi alle 19,30, il sindaco Federica Boscaro, medico di base, nonché presidente dell’Unione dei Comuni della Riviera del Brenta, ha anticipato alcuni concetti.

«La riorganizzazione dell’Asl 13 ha portato all’accorpamento da Dolo a Mirano di alcuni dei più significativi reparti e di alcuni servizi. La scelta pregiudica quanto a suo tempo fatto dalla direzione generale di qualificare Mirano a vocazione medico-internistica e Dolo in quella chirurgica. Tale scelta, confermata dal Piano sanitario regionale, sembrerebbe ribaltata dalle schede ospedaliere. Una riorganizzazione che invece era stata frutto di un accordo sindacale con Cgil-Cisl-Uil e approvata anche dalla Conferenza dei Sindaci. Con il Patto della Salute sono state accelerate le varie operazioni di razionalizzazione e riorganizzazione della nostra Asl con tagli sul bilancio e sui servizi. La situazione ora si è ulteriormente aggravata e i tagli operati dalla Spending Review, aggiunti a quelli della Direzione Generale nella passata gestione, mettono in serio pericolo il mantenimento del livello di sicurezza nei servizi ospedalieri e territoriali. Nel caso in cui le schede ospedaliere confermassero la definizione di Dolo quale ospedale medico riabilitativo e Mirano quale medico chirurgico, si toglierebbe la complementarietà dell’ospedale per acuti pensata a suo tempo, ma verrebbero meno anche le eccellenze nell’Ospedale di Dolo. Le nuove Schede Ospedaliere classificherebbero Dolo nel ruolo di Ospedale Territoriale, mentre quello di rete di riferimento per l’Asl dovrebbe essere Mirano. Tenendo conto che Dolo è baricentrico tra Padova e Mestre e tra Piove di Sacco e Mirano, sarebbe logico e naturale che l’ospedale di rete fosse collocato a Dolo. In questo modo nel caso di Mirano verrebbero finalmente riconosciute la Cardiologia, l’Emodinamica ed anche la Cardiochirurgia avviata in parallelo a Mestre».

 

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