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Gazzettino – Grandi navi. Porto e Vtp stiano al loro posto.

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

5

feb

2013

di Giorgio Orsoni (Sindaco di Venezia)

Vtp e Porto stiano al loro posto. Devono rispettare le scelte di pianificazione del Comune

È da qualche tempo che rifletto sulla necessità di fare chiarezza su alcuni temi che riguardano la vita della Città. L’intervista di qualche giorno fa al Gazzettino rilasciata dal presidente di Vtp sul tema dello sviluppo del porto, con particolare riferimento all’accesso delle “grandi navi”, mi obbliga ad intervenire.
Sostiene il presidente Sandro Trevisanato che l’opposizione del sindaco, e del Consiglio Comunale, al passaggio delle “grandi navi” per il bacino di San Marco, e allo scavo del canale Caotorta, rischia di dirottare il traffico crocieristico su altri scali, con grave danno all’economia portuale, mettendo a repentaglio, in particolare, gli ingenti investimenti effettuati da Vtp alla Marittima. L’ipotesi di portare anche solo una parte del traffico crocieristico a Marghera, come indicato dal sindaco, viene bocciata a priori per una asserita incompatibilità (esistente solo nello scalo veneziano) con il traffico merci e con l’impossibilità di transitare sul canale che porta a Marghera in doppio senso, in quanto troppo stretto. In sostanza meglio scavare un nuovo canale, piuttosto che allargare uno esistente.
In conclusione secondo il presidente di Vtp sindaco e Consiglio Comunale, soggetti istituzionalmente responsabili della corretta gestione del territorio, creerebbero un danno perché non assecondano i progetti dell’Autorità Portuale e di Vtp, sua concessionaria, rendendo il porto di Venezia poco appetibile alle compagnie di navigazione.
Ci sembra che questa conclusione sia il frutto di un’errata percezione del mondo che ci circonda, anzi di una visione capovolta del mondo, forse anche frutto di una errata valutazione che l’ Amministrazione comunale ha fatto nel passato rispetto le proprie competenze.
Per rimettere le cose a posto si deve partire dal corretto inquadramento del ruolo e delle funzioni di ciascuno.
Non si deve dimenticare, infatti, che l’Autorità Portuale, di cui Vtp è concessionaria, è ente strumentale, al quale la legge affida la cura di un interesse particolare, qual è appunto la gestione della struttura portuale. Ciò deve avvenire, tuttavia, in armonia e coerentemente con le scelte operate dagli enti di rappresentanza democratica ai quali la nostra Costituzione affida la tutela degli interessi generali, qual è appunto in primis il Comune.
L’Autorità portuale (e i suoi concessionari), è pertanto certamente responsabile della migliore gestione del porto, per renderlo più appetibile alle compagnie di navigazione, ma ciò non può avvenire se non in osservanza delle scelte di pianificazione generale effettuate dal Comune.
Appare pertanto sorprendente che un responsabile della gestione del porto voglia rovesciare la prospettiva, sostituendosi al Comune nell’indicare quali debbano essere gli interessi generali da perseguire e attribuendo al Comune stesso le responsabilità di un’insufficiente organizzazione del porto conseguente, all’incapacità di ottemperare alle scelte comunali.
Per chi è abituato a gestire una struttura portuale, che evidentemente lucra su rendite di posizione, derivanti esclusivamente dall’attrattività della Città, senza la capacità di essere competitivo a livello di tariffe portuali, la prospettiva di dover organizzare un nuovo porto passeggeri in zona meno appetibile per il turista, ma più rispettosa alle esigenze della collettività residente, può certo apparire una sciagura e non una sfida da affrontare nell’ambito dei compiti che la legge gli affida.
Ebbene, è proprio questo che sindaco e Consiglio Comunale si aspetterebbero dall’Ente portuale e dai suoi concessionari: accettare la sfida di organizzare un porto competitivo a livello internazionale, in conformità con le volontà espresse dagli organi democraticamente eletti e cominciando con l’eliminazione di privilegi ed oneri vari che incidono ingiustificatamente sulla formazione delle tariffe portuali.
Solo ristabilendo un giusto rapporto con la Città sarà possibile affrontare, nell’interesse di tutti, ed in particolare di chi lavora in tale realtà, la sfida che i mercati internazionali ci impongono.

Giorgio Orsoni

Sindaco di Venezia

 

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