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Doccia fredda sul Comune di Paese e sui seimila firmatari della petizione contro il progetto. La parola passa alla Provincia

PAESE. L’Arpav ha detto sì. Uno dei due passaggi in cui le istituzioni avrebbero potuto bloccare la discarica di amianto di Castagnole è stato bruciato. L’agenzia regionale infatti pochi giorni fa ha inviato alla Provincia di Treviso il proprio parere positivo sul progetto. A quanto è dato sapersi, visto che l’Arpav non ha voluto rivelare il contenuto del suo documento, i tecnici si sono limitati ad affermare che in Veneto c’è la necessità di una discarica per l’amianto. Ed è esattamente ciò che serviva per proseguire nell’iter. Infatti il procedimento prevede, dopo che il privato, in questo caso il gruppo Mosole, ha presentato alla Regione, alla Provincia e al Comune di Paese la richiesta di autorizzazione, la presentazione in pubblico del progetto, e altri due pareri vincolanti. Quello dell’Arpav, che qualora avesse affermato che non c’è bisogno di una discarica simile, avrebbe bloccato l’iter, e quello della Provincia. Solo dopo questo via libera, può iniziare la valutazione d’impatto ambientale della Regione. Ora dunque è proprio il Sant’Artemio ad avere il coltello dalla parte del manico. La questione verrà affrontata, guarda caso, dopo le elezioni. Ilche non fa ben sperare i comitati. «Per quanto mi riguarda», ha recentemente affermato il presidente Leonardo Muraro, «posso dire solo che quando quella discarica venne autorizzata la prima volta a conferire l’amianto, i test sulle fibre aerodisperse confermarono che era in completa sicurezza». Il progetto prevede il conferimento nella discarica Terra di via Baldrocco di 460 mila metri cubi di amianto.

Federico Cipolla

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