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I sindaci della Riviera contro la specializzazione internistica: «Troppo distanti dalle sale operatorie»

DOLO. I Comuni della Riviera del Brenta in rivolta contro la specializzazione degli ospedali di Dolo e Mirano rispettivamente in polo internistico e polo chirurgico paventata nell’ultima Conferenza dei sindaci dal nuovo direttore dell’ Asl 13 Gino Gumirato.

Una scelta fatta dalla Regione con le schede ospedaliere, che saranno rese note solo dopo le elezioni. A tremare sono soprattutto i comuni dell’area sud della Riviera ( Campolongo, Camponogara e Campagna Lupia) che vedrebbero così i propri cittadini( quasi 60 mila) costretti a fare 30 chilometri per raggiungere Mirano, l’ospedale che a quel punto sarebbe l’unico attrezzato per interventi chirurgici. «Con questa prospettiva avanzata dalla Regione e adombrata dal direttore generale», dice il sindaco di Campolongo, Alessandro Campalto, «per un intervento chirurgico da Campolongo, conviene andare a Padova o Chioggia, visto che anche Piove di Sacco non è attrezzata per questi interventi. Chiediamo perciò alla Regione di tener conto delle necessità di questa parte della popolazione che vede la possibilità di andare a Mirano non proprio come un’attrattiva».

Sulla stessa linea anche il sindaco di Camponogara, Giampietro Menin, che chiede un’azione comune dei sindaci per evitare che l’ospedale di Dolo venga depotenziato. Preoccupato ma cauto il sindaco di Campagna Lupia Fabio Livieri che è anche il presidente della Conferenza dei sindaci dell’Asl 13. «La prospettiva di una specializzazione internistica e una chirurgica», dice, «non va demonizzata. Certo questo non può essere un grimaldello per smantellare l’ospedale di Dolo». Il sindaco di Fossò, Federica Boscaro, che di professione è medico crede che sia opportuno non cambiare nulla. «La soluzione migliore», dice, «è mantenere due ospedali chirurgici per acuti, cioè mantenere sale chirurgiche sia a Mirano che a Dolo». L’assessore di Mira Luciano Claut difende l’ospedale di Dolo dal “depotenziamento”: «Non si deve portare le sale operatorie a Mirano, è il primo passo per avere un ospedale di serie B. La Riviera del Brenta deve fare una battaglia comune per salvare queste strutture». Il consigliere (e medico) Francesco Sacco, chiede al Comune di farsi capofila: «Accentrare i servizi sanitari a Mirano, che dista solo 7 km da Mestre, rende sguarnita un’area vasta, logisticamente isolata».

Alessandro Abbadir

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