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Nuova Venezia – Grandi navi, un terminal a Sant’Erasmo

Posted by Opzione Zero in Rassegna stampa | 0 Comments

17

feb

2013

Un progetto alternativo firmato da Falconi. Il nuovo governo avrà tutti gli elementi per decidere

VENEZIA.

Il rischio maggiore delle grandi navi non è il passaggio in laguna. Ma la loro permanenza in Marittima, a motori accesi, da dove i fumi e lo zolfo arrivano in città. Dunque, la soluzione non è scavare nuovi canali ma spostare la Marittima in mare, fuori della laguna.

Lo sostiene Ferruccio Falconi, ex capo dei piloti del porto che da anni si batte per una soluzione alternativa al traffico delle grandi navi. Adesso ha presentato il suo progetto di un nuovo terminale davanti a Sant’Erasmo.

«Luogo ideale, protetto dalla furia del mare e vicino alla città», dice. «perché il governo non mantiene la promessa, cioè di verificare la fattibilità di tutti i progetti presentati»?

Progetti che si moltiplicano. L’ultimo è quello presentato dagli Industriali al Vega, nel corso del convegno sul futuro della crocieristica. Un nuovo canale per arrivare in Marittima, più breve del Contorta, che collegherebbe il Malamocco-Marghera con il Vittorio Emanuele. Al Porto piace di più l’idea del canale Contorta. Mentre i comitati insistono:

«Le grandi navi devono restare fuori della laguna, i danni che portano come erosione, uscita dei sedimenti, fumi e onde elettromagnetiche sono maggiori dei guadagni della collettività».

Vtp e Autorità portuale insistono: «La Marittima non si tocca, le crociere danno lavoro a migliaia di persone».

E al Magistrato alle Acque è depositato anche il progetto alternativo firmato da Cesare De Piccoli: la nuova Marittima a Punta Sabbioni, con banchine galleggianti in grado di ospitare fino a otto grndi navi contemporaneamente. Il Comune e il sindaco Orsoni, infine, insistono sulla possibilità di spostare le navi più grandi a Marghera.

Tutte idee che il nuovo governo dovrà affrontare al più presto. Intanto l’ordinanza del governo che vieta il passaggio delle grandi navi davanti a San Marco resta sulla carta. (a.v.)

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