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Mirano. Il Movimento 5 Stelle: «Non può gestire le infrastutture occupandosi anche di ambiente e paesaggio»

«L’ingegnere Silvano Vernizzi si trova in una posizione di conflitto d’interesse: non può contemporaneamente gestire le infrastrutture e ricoprire gli incarichi di autorità competente per l’ambiente ed il paesaggio».

L’accusa parte dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Mirano, che ha presentato una mozione chiedendo alla giunta Pavanello di esprimersi a riguardo nel prossimo consiglio comunale. Il documento è firmato dai consiglieri Marco Marchiori, Martina Pasqualetto e Antonio Milan. Secondo il 5 Stelle la stessa persona non può interessarsi della realizzazione di rilevanti opere viabilistiche e poi coordinare le strutture regionali che sono tenute a decretare pareri e autorizzazioni in tema paesaggistico-ambientale.

Vernizzi, già Commissario per il Passante di Mestre, attualmente è amministratore delegato di Veneto Strade, la società che si occupa di progettazione, manutenzione ed esecuzione di interventi sulla rete stradale regionale.

Un ruolo di primo piano, dunque, a cui se ne affiancano altri.

L’ingegnere è infatti pure Segretario Regionale alle Infrastrutture, e nella mozione sono dettagliatamente citate tutte le strutture che secondo i consiglieri sarebbero state artificiosamente poste alle dipendenze del Segretario: Vinca (Valutazione Incidenza Ambientale), autorizzazione paesaggistica, Via (Valutazione Impatto Ambientale) e Vas (Valutazione Ambientale Strategica).

Il conflitto sarebbe dunque tra le competenze ambientali e quelle infrastrutturali.

«Quelle ambientali dovrebbero fare capo al Segretario per l’Ambiente – sostengono gli attivisti del 5 Stelle -. L’attribuzione delle competenze di valutazione ambientale all’unico superpotere che decide le infrastrutture nella Regione ha sicuramente riflessi negativi sul nostro territorio – proseguono -. Con questa presa di posizione non vogliamo certo bloccare gli investimenti: ci aspettiamo invece che le valutazioni di un’autorità terza diano il giusto rilievo ad opere meno costose e meno impattanti sull’ambiente».

 

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