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(L.M.) L’Unione Europea apre un’indagine sulle villette previste nel nuovo Piano di recupero di Ca’ Roman a Pellestrina. A far scattare l’inchiesta è stata un’interrogazione presentata dall’eurodeputato Andrea Zanoni (IdV) che aveva chiesto al commissario europeo Janez Potocnik di fermare i lavori, in quanto il progetto di recupero non avrebbe ricevuto ancora la Valutazione ambientale strategica. L’Ue ha risposto che chiederà informazioni al Governo italiano. Intanto prosegue la battaglia ambientalista per fermare il progetto edificatorio nell’Oasi Cà Roman. Il 22 gennaio scorso Italia Nostra, a difesa di Cà Roman, ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato, dopo la bocciatura del Tar. E ieri, Federico Antinori della Lipu, a nome del Coordinamento delle associazioni ambientaliste ha inviato al sindaco Orsoni una petizione, sottoscritta da 1356 cittadini, che chiede la tutela dell’Oasi. Queste firme, tra cui spicca quella prestigiosa del professor Alberto Asor Rosa, vanno ad aggiungersi alle 300 già consegnate dall’associazione «Tra Mare e Laguna». Il Coordinamento sostiene che il progetto causerà danni gravi e irreversibili all’Oasi e distruggerà un sito eccezionale: l’unico transetto laguna – dune – mare ancora integro in tutto l’alto Adriatico. Inoltre, recenti indagini effettuate dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), hanno evidenziato che in Italia, negli ultimi cinque anni, sono stati distrutti otto metri quadrati di suolo ogni secondo. «Aver consentito la cementificazione a Cà Roman – scrivono gli ambientalisti – in un’area di eccezionale interesse naturalistico, non è solo un atto irresponsabile, ma un autentico crimine culturale».

 

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