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«Orribili navi che sembrano palazzi e devastano la laguna». Polemico con la politica e il Comune

Celentano contro i «mostri» del mare. L’attacco alle «navi che sembrano palazzi e devastano la laguna» arriva quasi alla fine del nuovo inno politico composto dal Molleggiato. Monologo in musica in difesa dell’ambiente, ma soprattutto endorsement per il suo amico Beppe Grillo. Il comico genovese non è mai citato, ma è chiaramente il destinatario dell’inno che invita tutti ad andare a votare. «Se non voti non cambia niente, se non voti ti fai del male», è il refrain ripetuto nei 6 minuti di canzone. L’attacco alla politica salva soltanto «l’onda nuova che è partita dal niente come una valanga sta avanzanodo, come un ciclone potrà abbattere il marcio della nazione».

Dopo quasi cnque minuti di canzone, l’attacco al traffico delle grandi navi in laguna. «Fino a quando il Comune di Venezia», canta Celentano, citando soltanto il Comune e non il governo, «non fermerà quei mostri che galleggiano, quelle orribili navi che sembrano palazzi e che devastano la laguna».

Un vero assist per i comitati che da tempo denunciano la presenza delle gigantesche navi «non compatibili» con la laguna.

Celentano ne aveva già fatto cenno nella sua trasmissione dall’Arena di Verona, e nei suoi dialoghi con il giornalista scrittore Gian Antonio Stella. Adesso le navi vengono prese a esempio dell’Italia brutta. Un’Italia da ricostruire, «cancellando ciò che ci rattrista». Italia «ridotta a una lastra di cemento», pietra di tombale della sua bellezza perduta. «Cemento da cui si liberano le polveri sottili della corruzione». E poi il Molise. «Lo stanno uccidendo con fantasmi eolici. Se ne va un altro pezzo d’Italia». L’inno dell’antipolitica ha toni duri. Comincia attaccando i «politici che promettono solo bugìe». «La politica è come lo sport», attacca Celentano, «facciamo il tifo per chi ci tradisce». Ancora, le donne. «I governi le abbandonano, sono più di cento le donne uccise dagli uomini. «I politici», canta il Molleggiato, «sono lontani dal capire le cause della crisi». Allora, che si fa? Se non voti ti fai del male, è il filo conduttore della canzone. Ed ecco l’assist alla «valanga» Grillo. Anche nel Veneto il Movimento Cinquestelle è in aumento di consensi. Molti indecisi, molti elettori della Lega, ma anche delusi dalla sinistra potrebbero convergere sul movimento di Grillo. A cominciare dai movimenti. Come aveva fatto per l’Alta Velocità quando Grillo aveva catturato i consensi dei comitati No Tav, adesso si attira le simpatie dei Comitati No Grandi Navi-Laguna Bene comune. Da sempre vicini al mondo della sinistra e degli ambientalisti. Che adesso, dopo l’inno contro i mostri del mare, stanno in qualche caso pensando al voto disgiunto. Al Senato il Pd o la Sinistra e alla Camera i Cinquestelle. Con la benedizione di Celentano. (a.v.)

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«Sulle navi il Governo ha fatto il furbo»

«Sulle grandi navi il governo Monti ha fatto il furbo. L’ordinanza Clini-Passera ha lasciato tutto com’era». Lo ha detto Felice Casson, candidato al Senato per il Pd, nel corso di un dibattito ieri pomeriggio a Santa Margherita a cui hanno partecipato anche Stefano Busatta e il vicesindaco Sandro Simionato. «Primo atto del nuovo governo», ha detto Casson, «dovrà essere quello di portare avanti la nuova legge Speciale e dare poteri alla città sulle sue acque». Sullo schermo, filmati del Comitato No Grandi Navi e un documentario su Marghera, con la videointervista all’operaio poeta Ferruccio Brugnaro. Sviluppo compatibile e difesa dell’ambiente, bonifiche a Marghera i temi di cui si è discusso. (a.v.)

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