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AMBIENTE – L’assessore Gianfranco Bettin chiede approfondimenti sull’impatto acustico, idrogeologico e urbanistico della nuova opera

Il terminal off-shore è un’opera «strategica importante che avrà un impatto considerevole»: la direzione ambiente del Comune chiede ulteriori specifici chiarimenti. E lo fa per bocca dell’assessore Gianfranco Bettin che ieri mattina in Giunta ha presentato la relazione tecnica istruttoria sul Terminal plurimodale off–shore che dovrebbe essere costruito al largo del canale di Malamocco ed essere composto da una diga foranea, un terminal petrolifero, un terminal container d’altura e un Terminal In-Shore nell’area Ex Syndial.

«L’impatto ambientale sarà notevole sia in fase di realizzazione che in fase operativa – spiega l’assessore all’ambiente Bettin – interferendo sia sulla pesca, che sulle correnti e i fondali. Senza dimenticare che l’area è vicina alla zona delle tegnùe, che è una zona di ripopolamento per varie specie ittiche. Inoltre non è da sottovalutare il traffico che si verrà a creare una volta che il terminal sarà funzionante, sia in laguna che a Marghera, che potrebbe causare un notevole impatto sulla qualità dell’aria. Chiediamo perciò che vengano svolti approfondimenti sulle criticità segnalate».

Ora il documento sarà in discussione in commissione consiliare, prima di approdare in consiglio comunale per l’approvazione.

Tanti sono i dubbi della Direzione Ambiente sull’area di Marghera: dalla modifica della raffineria Eni, agli aspetti urbanistici dell’area ex Montefibre, ai flussi di traffico previsti, cui serve un’analisi del sistema di viabilità locale/ regionale Vallone Moranzani – Tangenziale. Va valutato anche il tracciato ferroviario, poiché l’area dell’ipotetica nuova linea ferroviaria che servirà il terminal a terra è interessata da residenza, parchi pubblici e elementi storici di pregio. Dubbi anche sull’inquinamento acustico di tutte le aree interessate, e sugli effetti che causerà isola artificiale temporanea che verrà realizzata a ridosso dell’abitato di Malamocco, in un’area balneare che da quattro anni ha ottenuto la “Bandiera Blu”, come sull’innalzamento del livello del medio mare prevista per il prossimo futuro e come verrà affrontata la logistica in relazione alle chiusure sempre più frequenti del Mose, una volta terminati i lavori alle tre bocche di porto.

 

Intanto i vertici di Msc incontrano il sindaco

«Soluzione condivisa»

L’incontro è servito per avere chiarimenti. E per farlo non è arrivata una vera e propria delegazione, ma i vertici. Incontro ieri mattina a Ca’ Farsetti tra il sindaco Giorgio Orsoni e i responsabili di Msc Crociere, Pierfrancesco Vago e Michael Thamm, amministratore delegato e presidente della società che fa riferimento al gruppo Carnival. Tema all’ordine del giorno la questione delle grandi navi e soprattutto la volontà di comprendere da parte di Msc, la posizione del Comune in merito alla delicata questione del passaggio delle navi crociera in laguna.

«Abbiamo discusso delle prospettive del settore – sottolinea il sindaco Orsoni – e posso dire che i vertici di Msc sono convinti della bontà della nostra posizione per quel che riguarda la vicenda del passaggio delle grandi navi».

Nell’incontro si sono passati in rassegna gli aspetti più delicati della questione e soprattutto sono stati chiariti gli aspetti legati alla presenza di Msc Crociere a Venezia.
«I vertici della Msc – avverte il sindaco – hanno condiviso l’impostazione del Comune e ci hanno manifestato la loro solidarietà. Non hanno espresso perplessità e nemmeno preoccupazioni sul futuro della crocieristica in città. Anche loro, come noi, hanno l’interesse a trovare una soluzione condivisa». Nel colloquio, Msc ha comunque confermato il suo interesse ad essere presente sullo scalo marittimo veneziano ribadendo la volontà di mantenere tra le sue mete proprio il Porto di Venezia.

 

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