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Il Comune ha presentato ieri le osservazioni al progetto: timori per fondali, inquinamento, pesca

LIDO. Non è uno stop al progetto del Porto del nuovo terminal petrolifero e container offshore, ma certo un invito a ripensarlo profondamente sul piano ambientale, quello del Comune di Venezia, che con la Direzione Ambiente ha stilato una relazione tecnica e le relative osservazioni – approvate ieri dalla Giunta – in vista della Valutazione d’impatto ambientale che sarà stilata poi della Regione.

«Il progetto del terminal così com’è concepito attualmente – spiega l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin – presenta possibili interferenze con la pesca, con le correnti e ha un impatto da valutare anche sul vicino abitato di Malamocco. Da approfondire anche tutti gli effetti del nuovo porto sui fondali, visti che siamo vicini alla zona delle tegnùe, formazioni rocciose di grande valenza naturalistica. Sono inoltre da valutare in modo approfondito anche gli effetti sul traffico acqueo molto più intenso che verrà generato dal nuovo terminal e che non riguarda solo questo porto, ma anche quello di sbarco e interscambio nell’area ex Montefibre di Porto Marghera. Le osservazioni delComune al progetto sono presentate con spirito costruttivo, non certo per boicottarlo, come non potremmo fare in nessun caso, ma pongono problemi reali sul piano ambientale che richiedono una risposta precisa».

Ma vediamo in dettaglio le osservazioni al progetto del terminal offshore avanzate dal Comune. Esso prevede la realizzazione di un’isola artificiale temporanea vicino a Malamocco per la posa della condotta a mare e per collegarla con le pipeline teleguidate che passeranno al di sotto del Lido. Per Ca’ Farsetti l’isola artificiale dovrà essere utilizzata tra ottobre e maggio per non penalizzare la stagione balneare lidense. Perplessità anche sul collegamento ferroviario che dovrà unire l’area del Terminal a terra a Marghera con la ferrovia all’altezza dei bivi, perché la nuova linea attraverserebbe aree residenziali, parchi pubblici e zone di pregio: di qui la richiesta di approfondimenti. Si chiede anche una valutazione precisa dell’inquinamento acustico prodotto dal nuovo terminal e la valutazione d’impatto sulla qualità dell’aria, per il maggior traffico che si genererà da e verso il terminal di terra. Non si può quindi condividere per il Comune la conclusione dello Studio d’impatto ambientale del terminal che giudica trascurabile l’impatto del traffico veicolare. Le possibili interferenze con il sistema della pesca sono legate alla realizzazione delle cinque isole artificiali temporanee per la posa delle pipeline, mentre preoccupazioni sono avanzate anche per la possibile erosione dei fondali per l’incremento del traffico navale che andrà a sommarsi a quello intensificato lungo il canale Malamocco-Marghera. (e.t.)

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