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Terna ha annunciato in questi giorni l’inizio dei  lavori per l’elettrodotto Dolo – Camin: una nuova linea elettrica area da 380.000 volt lunga ben 15 km. Anche in questo caso, si manifesta lo stesso modus operandi comune alle grandi  opere venete: l’imposizione autoritaria dall’alto di nuove infrastrutture. Governo e Giunta Regionale ignorano e calpestano le comunità locali dando il via libera alla soluzione aerea dell’elettrodotto, senza nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi di interramento chiesto a gran voce dai comitati, dai sindaci e dai cittadini.

L’interramento della linea porterebbe non solo all’eliminazione dell’impatto sul paesaggio ma, cosa ben più importante, alla notevole riduzione di inquinamento ambientale in direzione di una maggiore tutela della salute pubblica, ispirata se non altro dal principio di precauzione. Tanto più grave il fatto che l’elettrodotto aereo, nei funesti progetti regionali, dovrebbe affiancarsi alla Camionabile: gli impatti dovuti alla perdita di biodiversità, al consumo di  suolo, al deprezzamento dei valori immobiliari, alle ricadute socio-economiche, al rischio per la salute pubblica e alla deturpazione del  paesaggio potrebbero  dunque essere doppi.

Ma come al solito non è il buon senso ed il bene comune a dettare le regole della pianificazione e della gestione del territorio, bensì il mero conto economico: in una situazione di totale monopolio, infatti, Terna punta al risparmio sulla pelle dei cittadini. A ciò si aggiunge che si è in attesa di una sentenza del Consiglio di Stato che non si è ancora pronunciato sulla fattibilità dell’infrastruttura in modalità aerea.

In occasione della Settimana dell’Ambiente Veneto 2013 gli uffici regionali annunciano in un comunicato stampa “Vieni a vedere quanta strada stiamo facendo insieme per garantire al Veneto un futuro eco-sostenibile”. Noi ci sentiamo di suggerire con cognizione di causa “Guardate che quella intrapresa è la strada sbagliata: la strada giusta è quella che guarda alla salute dei cittadini e al rispetto dell’ambiente e non agli interessi economici di pochi!”

 

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